Gentile ministra Locatelli, nel ddl sui caregiver familiari c’è qualcosa da rivedere
Gentilissima ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli,
Sono il dottor Luca Faccio da Bassano del Grappa, blogger attivista che si occupa di tematiche socio-politiche con particolare attenzione alla disabilità.
Mi fa molto piacere che lei, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il suo governo vi stiate interessando alla figura dei caregiver perché venga riconosciuta e tutelata. Secondo il mio punto di vista, però, nel ddl da lei presentato c’è qualcosa da rivedere.
Il ddl Locatelli definisce il ruolo del caregiver partendo da due presupposti: “Il rapporto di coniugio/parentela/affinità con la persona assistita e le esigenze specifiche della persona che riceve assistenza”. Viene descritta come “un’attività di cura non professionale, che consiste nell’assistere la persona nell’ambiente domestico o, comunque, nei luoghi in cui vive, nella vita di relazione, nella mobilitò, nelle attività della vita quotidiana che possono essere di base (per es. attività per l’igiene personale, mangiare, ecc.) e strumentali, (per es. cucinare, lavare la biancheria, uso di mezzi di trasporto, gestione dei farmaci e del denaro)”.
Per poter accedere al contributo avete posto un Isee pari 15.000 €, un reddito non superiore a 3mila euro annui e il contributo mensile può arrivare fino a 400€ trimestrali per i familiari/conviventi che svolgono un lavoro di assistenza pari o superiore a 91 ore settimanali.
Per me bisogna togliere immediatamente il limite legato all’Isee e aumentare decisamente l’importo del contributo mensile. Personalmente credo che vincolare tale contributo a dei parametri legati all’Isee sia totalmente assurdo. Probabilmente tale scelta è stata fatta per una questione di coperture economiche che non ci sono.
Mi permetto di suggerire alla ministra e alla premier una soluzione per risolvere il problema delle coperture. Basta semplicemente scegliere quali sono le priorità del paese: se la nostra Costituzione nell’articolo 11 dice che “L’Italia ripudia la guerra”, perché noi investiamo comunque 4,3 miliardi per il riarmo?
Colgo l’occasione per chiederle una gentilezza che esula dall’argomento caregiver. Dal 1° gennaio 2025, dopo la riforma del nomenclatore, le persone disabili sono costrette in parte o totalmente a pagarsi gli strumenti di cui hanno bisogno: può per favore ricordare al ministro della Salute Orazio Schillaci di sistemare il pasticcio relativo al discorso degli utili? Nel 2026 una persona con disabilità al 100% riceve di pensione 340,71 euro e di indennità di accompagnamento (per chi ne ha diritto) riceve 552,57 euro.
In attesa di ricevere una sua risposta scritta che pubblicherò su questo blog, la ringrazio anticipatamente.
Dott. Luca Faccio
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