Iran, Trump: “Nessuno mi ha convinto a non attaccare”. E ringrazia Teheran per aver annullato le esecuzioni
“Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo”. Così Donald Trump parlando con giornalisti alla Casa Bianca del mancato intervento in Iran prima di partire per la Florida. Focus delle domande il ruolo degli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno svolto nei giorni scorsi un ruolo di mediazione per cercare una soluzione diplomatica alla crisi iraniana nel corso della feroce repressione del regime di Teheran. Il presidente americano ha detto di essersi “convinto” a rimandare l’azione militare contro l’Iran, in parte perché Teheran ha dichiarato di voler annullare le esecuzioni programmate dei manifestanti incarcerati.
Iran, Trump ringrazia Teheran per aver sospeso le esecuzioni
Tesi ribadita dalla piattaforma Truth. “Rispetto molto il fatto che tutte le impiccagioni programmate, che avrebbero dovuto aver luogo ieri (oltre 800), siano state annullate dalla leadership dell’Iran. Grazie!”, ha scritto sul proprio social network. Sul dossier venezuelano l’inquilino della Casa Bianca ha confermato che collaborerà con il governo ad interim del Paese affinché non si trasformi in un altro Iraq. “Se vi ricordate un posto chiamato Iraq dove tutti sono stati licenziati, ogni singola persona, la polizia, i generali, tutti sono stati licenziati, e sono finiti per essere l’Isis. Invece di mettersi al lavoro, sono finiti per essere l’Isis”, ha detto Trump parlando del dopo Maduro. Poi ha definito davanti ai cronisti una donna “molto gentile” la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado. Con la Premio Nobel per la Pace Trump vorrebbe approfondire il dialogo.
“Machado è una donna molto gentile, mi ha colpito”
“È una persona per la quale nutro grande rispetto. Ne sono rimasto molto colpito”. Il dono del Premio Nobel – ha aggiunto – è stato “un gesto molto carino”. Riflettori puntati ancora sulla Groenlandia. “Ne stiamo parlando con la Nato”, ha detto Trump dopo aver annunciato l’ipotesi di dazi per chi si discosta dalla linea della Casa Bianca. ”Abbiamo un disperato bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale. Se non l’avessimo, avremmo una falla nella sicurezza nazionale”. Il tycoon ha sottolineato ancora una volta gli interessi Usa nella zona artica. ”Abbiamo molti investimenti militari. Abbiamo l’esercito più forte del mondo che sta diventando sempre più forte. E lo avete visto con il Venezuela. Lo avete visto con l’attacco all’Iran, con la potenziale distruzione della loro capacità nucleare”.
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