Bishal e la passione per la chitarra «Ho cominciato su spinta di mio papà»
SAN GIUSTO CANAVESE
Vive a San Giusto Canavese, è nato nel 1999 ed è oggi una delle promesse più solide del panorama chitarristico nazionale. Si chiama Bishal Nigra e la sua è una storia di dedizione, iniziata sotto la guida del padre, grande appassionato di musica, che lo ha portato dai primi passi mossi al liceo musicale di Rivarolo fino all'eccellenza del Conservatorio Vivaldi di Alessandria. «Ho sempre suonato e studiato la chitarra classica e i miei studi sono iniziati sotto la spinta di mio padre Giampiero, un amante della musica che mi ha trasmesso questa sua passione. Devo dire che non ero molto entusiasta – dice Bishal – poi, nel 2009, andammo ad ascoltare una lezione di chitarra al liceo musicale di Rivarolo e lì ho visto che non era una cosa così diabolica come mi immaginavo. E così è iniziato il mio percorso, aiutato anche da mia madre Maria Teresa». Lo studio dello strumento è partito in maniera naturale.
IL MAESTRO BORIO
I suoi primi corsi sono con il maestro Gino Borio. «Alla scuola di Rivarolo ho avuto un bellissimo percorso e un'ottima formazione – continua Bishal –. Uno studio a 360 gradi che mi ha dato le basi della tecnica dello strumento e che mi è stata utilissima nel prosieguo della mia carriera». Bishal Nigra viene subito coinvolto in molti concerti e partecipa a numerosi concorsi. «Il fatto di potermi esibire in pubblico già da ragazzino, all'età di 11/12 anni è stato un grande beneficio perché adesso il rapporto con il palcoscenico è diventato molto più semplice – continua Bishal –. Ogni volta che suono in pubblico è sempre una grande emozione e l'adrenalina sale. Aver iniziato molto presto e quindi avere esperienza porta a saper gestire l'ansia di una prestazione davanti alle persone». Nel 2019 avviene il grande salto perché Bishal è ammesso al conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria, sotto la guida del maestro Giacomo Maruzzelli. Il 19 dicembre scorso termina gli studi suonando la Suite compostelana di Frederic Mompou e la Sonata omaggio a Boccherini di Mario Castelnuovo-Tedesco e discutendo la tesi su L’evoluzione della postura e del timbro della chitarra classica che gli è valsa il punteggio di 110 con lode consacrandolo dottore in chitarra classica.
LA FORMAZIONE
«Una figura centrale della mia formazione rimane Andrés Segovia, un chitarrista e compositore spagnolo morto nel 1987 e Julian Bream, chitarrista e liutista britannico – spiega ancora Bishal –. Questi musicisti hanno rivoluzionato il modo di suonare la chitarra classica e li ho sempre considerati un po’ le mie guide nel suonare lo strumento». Bishal unisce lo studio all'attività concertistica che lo ha già portato ad esibirsi in prestigiose rassegne musicali sia in qualità di solista sia in formazioni da camera. Il 13 dicembre scorso, a una sola settimana dalla laurea specialistica, ha tenuto un recital breve al castello della Manta, in provincia di Cuneo, a favore del Fai, Fondo ambiente italiano.
INTANTO, A RIVAROLO
Bishal Nigra non ha mai lasciato il luogo dove tutto è cominciato. Conserva infatti sempre il ruolo di insegnante al liceo musicale di Rivarolo diventando responsabile dei corsi di propedeutica di chitarra classica e di perfezionamento della tecnica chitarristica e repertorio classico con la quale sta iniziando anche ad occuparsi del progetto “La chitarra - dal barocco al rock” che lo vedrà dirigere i giovani allievi dell’istituto in formazione orchestrale. Gli strumenti a corde sono sempre una passione e, nel 2023, il chitarrista di San Giusto ha iniziato ad interessarsi all’ ukulele sotto la guida del maestro Giovanni Albini sempre al conservatorio alessandrino e da allora avvicina bambini ed adulti a questa pratica strumentale. Per Bishal Nigra, la chitarra classica è uno strumento di nicchia che richiede un ascolto attento, quasi uno sfuggire dal rumore. «Io, quello che riscontro, è che c'è una fuga da una musica suonata forte per ritornare all'ascolto di una musica più attenta ai piccoli dettagli e sono convinto che la chitarra possa regalare queste emozioni», osserva. Oggi, Bishal è anche un concertista premiato (recentemente salito sul podio del prestigioso concorso Giulio Rospigliosi). E, nell’album dei ricordi personali, torna alle origini e pensa al percorso fatto, con impegno e sacrificio. «I primi concerti a Montanaro e Agliè, nel 2012, mi rimarranno nel cuore perché ero piccolo ed ero considerato uno sconosciuto – confida Bishal – mentre non posso dimenticare il concerto di Acqui Terme, nel 2025, dove ho suonato un brano che per noi chitarristi è considerato sacro che è la Ciaccona di Johann Sebastian Bach. È stato un concerto importante, e tanta era la paura di suonare un pezzo così importante. Sono rimasto sorpreso di ricevere tanti applausi».