Добавить новость
World News in Italian
Новости сегодня

Новости от TheMoneytizer

Macron torna a minacciare l’uso dello “Strumento anti-coercizione” contro i dazi di Trump: che cos’è

E un’opzione mai sperimentata ed è sta ribattezzata, nei corridoi di Bruxelles, il “bazooka” delle misure commerciali. Il suo obiettivo primario è la deterrenza, prevenendo l’uso stesso dello strumento: ecco perché spesso viene definita come “l’opzione nucleare” dell’Ue. Lo Strumento anti-coercizione (Aci) torna oggi ad essere rievocato dal presidente francese Emmanuel Macron, dopo l’annuncio da parte di Donald Trump di imporre dazi al 10% dal primo febbraio agli 8 Paesi europei che hanno inviato militari in Groenlandia. “Dal primo giugno 2026 queste tariffe saliranno al 25%“, ha minacciato il presidente Usa sottolineando che riguarderanno tutte le merci spedite negli Stati Uniti e saranno in vigore fino a quando “non sarà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia“.

Macron aveva evocato l’utilizzo dello strumento già lo scorso luglio in piena guerra dei dazi da parte degli Usa. Arma disinnescata poco dopo, quando l’Ue ha raggiunto l’intesa con Trump. Adesso però l’opzione torna sul tavolo. Macron, che sarà “in contatto con i suoi omologhi europei per tutto il giorno”, chiederàl’attivazione dello strumento anti-coercizione Ue” se le minacce di dazi per la Groenlandia brandite da Donald Trump saranno attuate, fanno sapere fonti dell’entourage del presidente francese. Inoltre, aggiungono le fonti, le minacce commerciali americane “sollevano la questione della validità dell’accordo” sui dazi doganali raggiunto lo scorso luglio tra Stati Uniti e Unione Europea.

L’Anti-Coercion Instrument – la cui attuazione richiede una maggioranza qualificata dei Paesi della Ue – consiste in una risposta dell’Unione europea alla coercizione economica da parte di Paesi terzi, ovvero ad interferenze indebite tramite misure o minacce che colpiscono il commercio o gli investimenti per condizionare scelte politiche. È stato approvato dalle istituzioni europee nel 2023 come arma di deterrenza nei confronti della Cina che aveva “punito” con restrizioni commerciali la Lituania colpevole di aver rafforzato i legami con Taiwan.

Le contromisure economiche sono considerate solo come ultima risorsa, soggette a condizioni di necessità e proporzionalità. Sono progettate per essere mirate, temporanee e con impatto minimo sull’economia dell’Ue. La gamma di opzioni è ampia. Una volta attivato, quello strumento pensato per “scoraggiare l’intimidazione economica” consentirebbe di adottare misure che vanno ben oltre i contro-dazi. Per esempio si potrebbe limitare l’accesso dei gruppi Usa ai mercati finanziari europei, escluderli da appalti pubblici, revocare loro licenze di importazione e persino introdurre restrizioni sui diritti di proprietà intellettuale. Bruxelles potrebbe – potenzialmente – arrivare a vietare ai gruppi statunitensi di monetizzare in Europa servizi digitali come le piattaforme di streaming o l’utilizzo di software. Divieti e limiti possono colpire un intero Paese ma anche singoli individui o aziende.

La fase di determinazione di un atto di coercizione spetta al Consiglio, che agisce su proposta della Commissione. La successiva adozione di misure di risposta è di competenza della Commissione, assistita da un comitato di Stati membri. In specifici casi (per esempio norme di origine) si utilizzano atti delegati, coinvolgendo anche il Parlamento Europeo. Il processo prevede il coinvolgimento delle parti interessate per valutare l’impatto delle misure e un obbligo di informazione costante del Parlamento e del Consiglio.

Le possibili misure da mettere in campo sono pertanto tante e molto potenti, per questo l’Aci è considerata un’opzione estrema. E bisogna considerare i rischi. Oltre alle eventuali reazioni del Paese terzo (in questo caso gli Usa) c’è il timore che a pagare siano i consumatori e le imprese Ue. In primis con una riduzione dei servizi, considerato che quasi tutti i gruppi che li offrono sono statunitensi, o un aumento dei costi. C’è poi l’aspetto politico. Per attivarlo su proposta della Commissione – che deve attestare l’esistenza di un tentativo di “coercizione economica” – serve un voto a maggioranza qualificata in Consiglio: devono esprimersi a favore 15 Paesi su 27, che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione. Quindi serve la convergenza tra le principali capitali europee, cosa ovviamente non scontata.

L'articolo Macron torna a minacciare l’uso dello “Strumento anti-coercizione” contro i dazi di Trump: che cos’è proviene da Il Fatto Quotidiano.

Читайте на сайте


Smi24.net — ежеминутные новости с ежедневным архивом. Только у нас — все главные новости дня без политической цензуры. Абсолютно все точки зрения, трезвая аналитика, цивилизованные споры и обсуждения без взаимных обвинений и оскорблений. Помните, что не у всех точка зрения совпадает с Вашей. Уважайте мнение других, даже если Вы отстаиваете свой взгляд и свою позицию. Мы не навязываем Вам своё видение, мы даём Вам срез событий дня без цензуры и без купюр. Новости, какие они есть —онлайн с поминутным архивом по всем городам и регионам России, Украины, Белоруссии и Абхазии. Smi24.net — живые новости в живом эфире! Быстрый поиск от Smi24.net — это не только возможность первым узнать, но и преимущество сообщить срочные новости мгновенно на любом языке мира и быть услышанным тут же. В любую минуту Вы можете добавить свою новость - здесь.




Новости от наших партнёров в Вашем городе

Ria.city
Музыкальные новости
Новости России
Экология в России и мире
Спорт в России и мире
Moscow.media






Топ новостей на этот час

Rss.plus





СМИ24.net — правдивые новости, непрерывно 24/7 на русском языке с ежеминутным обновлением *