Milano insicura, Sala come un grillino della prima ora: grida al “gomblotto” contro la città. E segna un clamoroso autogol
Si è trasformato in un clamoroso autogol il tentativo di Giuseppe Sala di far passare l’idea che esista una sorta di complotto mediatico-politico contro Milano, ingenerosamente raccontata come una città insicura e segnata da forti disuguaglianze sociali. «Abbiamo una serie di problemi che hanno anche altre città, ma questa voglia di colpire Milano ha un’origine anche politica che trovo inaccettabile», ha detto il sindaco di Milano, lamentando che la città «ha avuto per molto tempo lo stigma della città più insicura, ma i problemi di sicurezza stanno venendo fuori ovunque» e chiedendo ai giornalisti di «essere onesti e raccontarla bene questa città. Ho visto cose obbrobriose in questi giorni, come report falsi sui ricchi di Milano». Affermazioni rispetto alle quali il centrodestra ha inchiodato Sala alle proprie responsabilità e, più in generale, a quelle della sinistra che ha governato la città.
Il clamoroso autogol di Sala che lamenta un disegno politico contro Milano
A ricordare che le critiche, specie sulla questione sicurezza a Milano, «non sono una valutazione politica ma un sentimento diffuso all’interno della comunità milanese» è stato il deputato milanese di FdI, Marco Osnato. «Excusatio non petita, accusatio manifesta. Non vorrei che anche questo fosse preso da Sala come una predominanza romana su Milano, visto il termine in latino… », ha aggiunto Osnato, spiegando di ritenere che «sia proprio un problema psicologico di Sala il voler negare problemi che anche lui a contribuito a creare a Milano e che solo lui non ha ritenuto di dover considerare e soprattutto risolvere». Soprattutto, per l’esponente di FdI, le dichiarazioni del sindaco dimostrano la necessità che il centrodestra torni a governare la città per «dare queste risposte che per troppo tempo la sinistra, prima con Pisapia e poi con Sala, ha ignorato e non ha dato».
FdI una «excusatio non petita» che conferma il suo fallimento
«Sala ha fallito in tutto e si permette di affermare che ci sia una volontà politica di far del male alla città di Milano. E invece dovrebbe pensare alle proprie responsabilità: dalla sicurezza, di cui continua a tenere ancora la delega per sé nonostante siamo la prima città in Italia da anni nell’indice della criminalità, fino ai gravissimi fatti che hanno riguardato l’urbanistica milanese», ha detto il deputato di FdI ed ex vicesindaco di Milano con il centrodestra, Riccardo De Corato. «Dal 2016 ad oggi – ha ricordato ancora De Corato – questa Amministrazione ha causato innumerevoli e gravi disagi a Milano ed è arrivato il momento che il primo responsabile, Sala, faccia la cosa più giusta per i milanesi e cioè dimettersi».
I numeri dell’impegno del governo per la sicurezza di Milano
È stato poi il consigliere comunale e segretario provinciale milanese della Lega, Samuele Piscina, a ricordare al sindaco che il governo ha fatto la sua parte per la sicurezza a Milano, assegnando alla città «nel triennio 2023-2024-2025, circa 3.500 nuovi agenti delle forze dell’ordine alla Questura e comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza: 2.500 poliziotti, 800 carabinieri e 300 finanzieri». «Solo nella città di Milano si contano oltre 1.000 agenti della Polizia di Stato in più in organico, al netto di pensionamenti e trasferimenti. A questi si aggiungeranno ulteriori rinforzi in vista delle Olimpiadi e nel prossimo triennio, oltre ai nuovi militari già impiegati nell’operazione Strade Sicure». «Davanti a questi numeri è evidente che lo Stato ha fatto e sta facendo la sua parte. Se Milano continua a essere percepita come insicura, la responsabilità non può essere scaricata su Roma», ha commentato Piscina, sottolineando che «la causa del male di Milano si chiama “sinistra”».
I danni della sinistra, dall’urbanistica a una città sempre più elitaria
E non solo sul fronte della sicurezza. «La sinistra – ha ricordato il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Alessandro Verri – è stata bravissima a rendere la città sempre più elitaria, con un costo della vita insostenibile per famiglie, giovani e lavoratori. Ha consumato selvaggiamente il suolo, salvo poi accorgersi oggi del disastro e chiedere di abbattere i palazzi che lei stessa ha autorizzato». «Spiace vedere il sindaco Sala vestire i panni di Calimero. La verità – ha concluso Verri – è molto più semplice: non ce l’hanno tutti con Milano, ma sempre più persone hanno aperto gli occhi sulla città costruita dalla sinistra in quattordici anni di governo».
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