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Raffinerie di petrolio russe in difficoltà dal 2020: lo dice un quotidiano di Mosca. Colpa degli attacchi di Kiev?

Guai seri a Mosca, che adesso inizia ad avere problemi anche con l’attività delle industrie di idrocarburi. Con un afflusso di petrolio che lo scorso anno è sceso a 228,34 milioni di tonnellate, la produttività delle raffinerie russe è calata ai minimi dal 2020. A rivelarlo è stato il quotidiano economico Kommersant, che ha spiegato come, alla base del calo, ci sarebbero state le pause e le riparazioni non pianificate nella seconda metà dell’anno. Anche se non viene specificato, le attività potrebbero aver risentito anche a causa dei continui attacchi ucraini con i droni verso le infrastrutture energetiche del Cremlino.

La diminuzione delle forniture, tra l’altro, ha influenzato il volume di raffinazione, che sarebbe diminuito dell’1,7% nel 2025 a 262,3 milioni di tonnellate. In principio, il ministero dell’Energia aveva previsto che, entro la fine del 2025, il volume di raffinazione del petrolio sarebbe stato al livello del 2024. Quanto al 2026, l’obiettivo è quella «di mantenere volumi di produzione di carburante limitati» anche per «i rischi di nuove chiusure delle raffinerie e per i deboli incentivi» alla produzione.

Le raffinerie petrolifere russe perdono produttività

Dagli oleodotti alle raffinerie russe sono arrivate in media 625,6 mila tonnellate al giorno, mentre l’attività è stata condizionata da una «serie di influenze esterne» nella seconda metà del 2025. Secondo fonti di Kommersant, da agosto a novembre 2025, periodo in cui si sono intensificati gli attacchi di Kiev, le raffinerie avrebbero ricevuto un totale di 85,9 milioni di tonnellate di petrolio contro i 90 milioni di tonnellate del 2024.

Il ribasso più forte nel 2025 è stato registrato da Rosneft, la più grande industria raffinatrice russa. Al contrario, altre compagnie petrolifere russe hanno di poco aumentato le spedizioni di oleodotti alle raffinerie. Secondo gli analisti, Gazprom Neft ha registrato la crescita più alta nel 2025, aumentando il pompaggio del 3,9% e raggiungendo 40,84 milioni di tonnellate. Inoltre, secondo le stime di Kommersant, le restrizioni all’esportazione potrebbero anche avere un’influenza negativa sull’utilizzo delle raffinerie. Non meno importante è la scelta del governo russo, che ha vietato le vendite all’estero di benzina e diesel nel settembre 2025 a fronte di livelli record dei prezzi all’ingrosso: peraltro, in alcune regioni si sono registrate anche mancanze di carburante. 

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