Mercosur, l’Eurocamera approva per 10 voti il ricorso alla Corte Ue. Merz e il Ppe: “Avanti con applicazione provvisoria”. The Left: “Scandalo”
Sarà stata l’ennesima, fragorosa protesta degli agricoltori, sarà stato il timore di ripercussioni in termini di consenso e credibilità, sarà stato un mero calcolo politico, fatto sta che l’accordo commerciale Ue-Mercosur firmato la settimana scorsa dopo oltre 25 anni di negoziati incontra già una battuta d’arresto. Il Parlamento europeo ha infatti approvato con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti la richiesta presentata da un gruppo di eurodeputati di Sinistra, Verdi e parte dei Liberali di inviare il testo alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale “circa la compatibilità con i trattati”. Non è passata invece una richiesta analoga presentata dal gruppo dei Patrioti per l’Europa. Ora l’Eurocamera, per la ratifica necessaria in vista dell’attuazione definitiva dell’intesa, dovrà attendere il pronunciamento, che potrebbe arrivare tra diversi mesi. La Commissione Ue potrebbe comunque, dopo la ratifica da parte dei paesi del Mercosur, proporre l’applicazione provvisoria, che sarebbe soggetta a un voto a maggioranza qualificata in Consiglio Ue. L’ipotesi, caldeggiata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha però suscitato immediate proteste da parte di The Left.
Merz e il Ppe per l’applicazione provvisoria
“La Commissione europea si rammarica per la decisione presa dal Parlamento”, ha commentato il portavoce Olof Gill. “Secondo la nostra analisi le questioni sollevate nella mozione del Parlamento non sono giustificate, perché la Commissione le ha già affrontate” e “in modo molto dettagliato”. La Commissione dal canto suo ha fatto sapere che avvierà “un confronto” con i governi nazionali e gli eurodeputati “prima di decidere i prossimi passi” sul Mercosur. Bruxelles difende l’impianto giuridico dell’intesa e i paletti sulla sicurezza sanitaria e ambientale, ribadisce che i testi sono stati negoziati e firmati nel pieno rispetto dei Trattati e ricorda di aver lavorato in stretta cooperazione con Parlamento e Paesi membri.
Ben più netto Merz, che su X ha scritto: “La decisione del Parlamento europeo sull’accordo Mercosur è deplorevole. Essa non tiene conto della situazione geopolitica. Siamo convinti della legittimità dell’accordo. Basta con i ritardi, deve essere applicato in via provvisoria”. D’accordo il gruppo del Ppe: “La decisione di deferire l’accordo Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea rischia di creare inutili ritardi in un momento in cui l’Europa ha bisogno di chiarezza e orientamento. Nell’attuale situazione geopolitica turbolenta, l’Europa non può permettersi paralisi o incertezze prolungate. Chiediamo pertanto l’applicazione provvisoria, in quanto potrebbe migliorare la prevedibilità e creare opportunità commerciali nella regione sudamericana per le imprese e i cittadini europei”, aggiungono i Popolari.
Ma per Manon Aubry, co-presidente di The Left, “qualsiasi mossa da parte del Consiglio e della Commissione europea volta a promuovere l’applicazione provvisoria dell’accordo equivarrebbe a un ulteriore scandalo democratico, mentre gli agricoltori protestano contro questo accordo da mesi. Rimaniamo fermamente mobilitati contro questo accordo e continueremo a lottare per garantire che sia respinto dal Parlamento europeo”. Anche il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha accolto con favore quello che ha definito “un voto importante che deve essere rispettato“.
Lega per il rinvio, FdI e FI contrarie
Il via libera di Giorgia Meloni, arrivato dopo molti tentennamenti, è stato cruciale per il via libera all’accordo. Ma i partiti italiani della maggioranza di governo si sono spaccati sul voto sul ricorso: le delegazioni di Fratelli d’Italia e di Forza Italia hanno votato contro il rinvio alla Corte, la Lega a favore. Nell’opposizione, il Pd ha votato compatto contro lo stop all’accordo, mentre gli europarlamentari del M5s e Avs si sono espressi a favore. Da notare anche il voto a favore del ricorso alla Corte dell’eurodeputato centrista Sandro Gozi (Renew), eletto in Francia e sensibile alla linea francese trasversale contraria all’intesa commerciale.
Più in generale nel Ppe le defezioni sono state 43, principalmente polacchi, francesi e ungheresi, che hanno votato a favore del rinvio contro la linea del loro gruppo. In casa socialista le defezioni sono state 35, spinte da francesi e rumeni anch’essi favorevoli al rinvio a differenza della loro leadership. I liberali risultano spaccati, con 24 voti a favore del rinvio e 46 contrari. Divisioni nette anche nell’Ecr, con 35 eurodeputati a favore, tra cui la numerosa delegazione polacca, e 39 contrari, tra cui la pattuglia meloniana. Compatti a favore del rinvio risultano invece i gruppi dei patrioti, della Sinistra Ue e la maggioranza dei Verdi, con l’eccezione di alcuni deputati tedeschi e danesi.
Cosa succede ora
Come conseguenza del voto positivo, sia la base giuridica dell’accordo di partenariato Ue-Mercosur (Empa) che quella dell’accordo commerciale provvisorio (Ita) sarà ora esaminata dalla Corte di giustizia, spiega l’Eurocamera in un comunicato. In attesa del parere della Corte, il Parlamento europeo “potrà continuare l’esame dei testi ma dovrà attendere la sua pubblicazione prima di poter approvare o respingere l’Ita”. Quest’ultimo accordo, che riguarda una competenza esclusiva dell’Ue, “è infatti soggetto solo alla ratifica a livello dell’Unione” e richiederà sia il consenso del Parlamento europeo sia l’approvazione formale finale del Consiglio. Cesserà di applicarsi una volta entrato in vigore l’Empa.
La gioia degli agricoltori
Davanti alla sede del Parlamento europeo di Strasburgo gli agricoltori hanno accolto con gioia la decisione. “Vittoria“, hanno esultato i manifestanti dopo il voto dell’Eurocamera, arrivati nella capitale alsaziana con i loro trattori per ribadire l’opposizione del comparto all’accordo con il blocco sudamericano. La mobilitazione, concentrata nella giornata di martedì alla vigilia del voto, ha coinvolto almeno 5mila agricoltori provenienti da 15 Stati membri, tra cui l’Italia – con Confagricoltura, Coldiretti e Cia – oltre a Spagna, Romania, Polonia, Belgio e Francia. La manifestazione, annunciata dalla Federazione nazionale francese dei sindacati degli agricoltori (Fnsea), è stata formalmente sostenuta anche dal Copa-Cogeca, l’organismo che riunisce le principali organizzazioni agricole europee a tutela degli interessi degli agricoltori dell’Ue.
I Paesi del Mercosur corrono
Intanto i Paesi del Mercosur, seppure con tempi diversi, sono impegnati a ratificare in fretta l’accordo con l’Unione. L’Argentina si candida a essere la prima delle quattro nazioni del blocco a farlo approvare dal Congresso: il presidente ultraliberista Javier Milei ha incluso il tema all’ordine del giorno delle sessioni parlamentari straordinarie, che inizieranno il 2 febbraio. L’esecutivo mira a un’approvazione rapida, prima dell’avvio delle sessioni ordinarie di marzo, secondo La Nacion. In Brasile, il governo di Luiz Inácio Lula da Silva sta lavorando perché venga preso in considerazione all’inizio dell’anno legislativo, da febbraio, secondo O Globo. In Paraguay, invece, si prevede che il disegno di legge non sarà discusso prima di marzo. Mentre in Uruguay, pur in assenza di una data ufficiale, maggioranza e opposizione hanno manifestato disponibilità a un esame accelerato.
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