Australian Open, Sabalenka tra record e politica: “Sono per il tennis, ma voglio la pace”
Il successo per 6-3 6-1 contro Bai Zhuoxuan ha proiettato Aryna Sabalenka al terzo turno dell’Australian Open 2026, ma a Melbourne il percorso della numero uno del mondo continua ad assumere profili sempre più significativi. Non solo per la vittoria nel singolare femminile: i quarantacinque set vinti negli ultimi cinquanta a Melbourne confermano una continuità di rendimento che la colloca, numeri alla mano, in una dimensione storica paragonabile a quella delle grandi dell’Era Open (Graf, Hingis, Seles e Serena) nel torneo australiano.
Ma nella conferenza stampa Sabalenka non si è limitata ai risultati sul campo, rispondendo anche alle polemiche innescate dalle dichiarazioni della tennista ucraina Oleksandra Oliynykova — che nei giorni scorsi aveva chiesto la squalifica di russe e bielorusse nel circuito — e spiegando la sua posizione sul rapporto tra sport e politica. Parallelamente, ha commentato la moda come forma di espressione personale, difendendo con sottile eleganza l’outfit virale di Naomi Osaka e raccontando il significato dei gioielli che porta in campo, simboli di identità e protezione
Sabalenka da record: “Non avrei mai pensato di essere paragonata a questi nomi”
Sabalenka ha vinto 45 dei suoi ultimi 50 set disputati a Melbourne, un dato che la inserisce in un gruppo d’élite che comprende solo leggende come Graf, Hingis, Seles e Serena Williams. Di fronte a un paragone così impegnativo, la numero uno bielorussa ha reagito con sorpresa e misura: “Sembra pazzesco e surreale. Non avrei mai pensato di essere paragonata a questi nomi, anche se sono ancora molto lontana dai loro traguardi”. Più che un punto di arrivo, Sabalenka interpreta il dato come una conferma del percorso intrapreso: “Ovviamente suona incredibile ed è molto motivante, mi spinge a continuare per la mia strada. Per me significa semplicemente che sono sulla strada giusta.”
Sabalenka interpellata su Oliynykova: “voglio la pace”
Nella giornata precedente, la tennista ucraina Oleksandra Oliynykova aveva chiamato in causa Sabalenka e alcune giocatrici russe e bielorusse, accusandole di aver sostenuto i rispettivi governi e chiedendo un bando dagli eventi internazionali.
Interpellata direttamente sull’argomento, Sabalenka ha scelto la linea della fermezza senza polemica, in continuità con quanto espresso in passato: “Voglio la pace e, se potessi cambiare qualcosa, lo farei sicuramente”. Nessuna apertura a un dibattito più ampio, però. Alla domanda successiva sull’opportunità di tenere la politica fuori dal tennis, la risposta è stata netta e definitiva: “Sono qui per il tennis. È un evento di tennis. Ho già detto abbastanza in passato e non voglio parlare di politica qui”.
Naomi Osaka e la moda come espressione di identità
Al debutto al suo Australian Open, Naomi Osaka aveva attirato l’attenzione globale con un outfit fortemente identitario, capace di fondere cultura, stile e messaggio personale. Sabalenka, da sempre attenta al tema della moda, ha difeso senza esitazioni la libertà espressiva della collega: “La cosa più bella della moda è che puoi esprimerti in qualsiasi modo. Non c’è giudizio”. Secondo la bielorussa, il look di Osaka rappresentava un’estensione naturale della sua persona: “Era un abbinamento perfetto con la sua personalità, la sua cultura e quello che è. È stato davvero molto bello”. Pur riconoscendo il valore di quel tipo di scelta, Sabalenka ha ammesso che il suo stile seguirebbe una strada diversa, ci sta già pensando: “Per quanto mi riguarda, mi piacerebbe che Nike mi lasciasse fare questo tipo di cose, ma non quest’anno. Ci stiamo lavorando. Penso che punterei più su un’entrata elegante, di classe”.