Ivrea, al volante con l’Alzheimer 84enne ritrovato dai carabinieri
IVREA. Un intervento a lieto fine quello dei carabinieri della compagnia di Ivrea, che il 16 gennaio sono riusciti a evitare il peggio quando un uomo eporediese di 84 anni, affetto da morbo di Alzheimer, sfuggito al controllo della moglie a causa di un brevissimo momento di distrazione di quest'ultima, ha preso le chiavi dell’auto decidendo di mettersi autonomamente alla guida.
Ad avvisare i militari proprio la moglie dell'uomo, la quale, dopo essersi resa conto di quanto fosse accaduto, ha prontamente chiamato il 112, fornendo targa e modello della vettura ai carabinieri che sono così potuti partiti celermente alla ricerca dell'uomo.
Un intervento coordinato dai militari della centrale operativa, che nel frattempo seguivano il mezzo in tempo reale grazie al Gps installato nell’auto dalla compagnia assicurativa.
«Temo sia andato verso Torino per trovare mamma e papà» aveva ipotizzato la moglie dell'uomo. Il timore era che, proprio per il desiderio di rincontrare i genitori, deceduti diversi anni prima, l'uomo decidesse di imboccare l'autostrada, aumentando di molto il livello di rischio.
Fortunatamente così non è stato, e la macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente. Diverse pattuglie della compagnia di Ivrea sono state inviate sulle principali arterie stradali della zona, alla ricerca del veicolo guidato dall’84enne. Una storia che poteva finire in tragedia, ma che ha invece velocemente raggiunto un lieto fine: dopo 40 minuti circa, le pattuglie sono riuscite ad intercettare la macchina con l’anziano a bordo all’altezza del comune di Pont-Saint-Martin, in Valle d’Aosta. Sia l’auto che l’ottantaquattrenne, confuso ma in buone condizioni di salute, sono stati così infine riportati a casa dai militari.
L’episodio mette in luce non solo i rischi legati alle patologie neurodegenerative come l’Alzheimer, ma anche l’importanza della tempestività negli interventi: in questo caso, la prontezza della segnalazione della moglie e il coordinamento delle pattuglie delle forze dell’ordine hanno evitato conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi