Australian Open, Alcaraz: “Non mi sono fissato sul servizio di Djokovic. Mio fratello avrà più importanza”
Carlos Alcaraz, passato agli ottavi dell’Australian Open 2026 dopo aver battuto in tre set il francese Corentin Moutet, si è detto estremamente soddisfatto del livello raggiunto insieme al suo nuovo team. La squadra del giocatore ha subito importanti modifiche prima dell’inizio della stagione e sembra trovarsi ancora in fase di assestamento. Durante la parte di conferenza stampa in spagnolo tenuta dopo la partita, il numero uno del mondo riapre l’argomento e racconta delle modifiche apportate al suo gioco, come il servizio tanto paragonato a quello di Djokovic.
Il fratello Álvaro come nuovo assistente allenatore
Da qualche giorno circolava l’indiscrezione secondo cui il ruolo di assistant-coach di Carlos Alcaraz potesse essere ricoperto proprio dal fratello maggiore, Álvaro. Interpellato sulla questione, il talento di Murcia ha confermato la notizia: sarà presto parte del suo staff tecnico al fianco di Samuel López, il primo allenatore che sostituisce Juan Carlos Ferrero. Da sempre colonna portante nella vita privata del tennista, è ora destinato a diventare un pilastro anche sul campo. “Mio fratello è una persona molto importante nella mia vita personale e professionale. Mi porta molte cose positive di cui ho bisogno per rendere meglio in campo e nei tornei. Ha giocato a tennis e avrà più importanza nel team insieme a Samuel”, ha ribadito Carlos.
Australian Open, Alcaraz: “Non mi sono fissato sul servizio di Djokovic”
Un altro punto focale della conferenza ha riguardato le somiglianze tra il suo servizio e quello del campione serbo Novak Djokovic, tema che ha suscitato curiosità e divertimento, anche grazie allo scambio di battute tra i due fuoriclasse. Alcaraz ha chiarito la situazione con onestà: “Qui ho il contratto da firmare (riferendosi ironicamente ai diritti d’autore). Abbiamo scherzato un po’ sulla meccanica del servizio, mi ha mandato un messaggio nella preseason e mi ha fatto sorridere. Quando ero qui, ho visto i due servizi uno accanto all’altro e ci sono molte somiglianze, non posso nascondermi davanti all’ovvio. Per me Djokovic serve molto bene, il gesto che ha è molto semplice e mi è sempre piaciuto come lo fa. Questo, però, non toglie che non mi sono fissato su di lui. Semplicemente, nel fare i cambiamenti, mi è uscito in questo modo. Ma non è stato fissandomi sul servizio di Novak”.
Riguardo alla nuova meccanica del movimento aggiunge: “Ho molto margine di miglioramento ma, per il momento, sta andando bene. Mi sto sentendo molto a mio agio, che per me è l’importante. In ogni allenamento, in ogni riscaldamento e nelle partite presto molta attenzione per farlo nella maniera corretta. Il bello di una meccanica così fluida, così pulita e così facile è che, quando sono bloccato e non so cosa fare, il pensiero è farlo semplice. È questo che mi aiuta a recuperare le buone sensazioni. È per questo che cerchiamo una meccanica così semplice”.
I punti spettacolari con Moutet
Infine, Alcaraz non ha nascosto il suo entusiasmo per i colpi messi a segno contro Moutet, rivelando di riguardare le proprie prodezze come uno spettatore esterno: “Mi piace perché da fuori si vedono le cose in maniera diversa che in campo. Mi diverte e mi emoziona rivedere gli scambi di nuovo”.
A cura di Sabrina Giorgi