Due doppisti arrestati al termine di un match per episodi di razzismo
Una notizia surreale arriva dal Sudamerica. Al Challenger 75 di Itajai, in Brasile, avviene un fatto che ha dell’incredibile. I protagonisti dello spiacevole evento sono stati le teste di serie numero 1 del tabellone di doppio, il venezuelano Luis David Martinez e il colombiano Cristian Rodriguez.
I due tennisti sono stati arrestati dalle autorità brasiliane al termine del match perso contro i padroni di casa Igor Marcondes e Eduardo Ribeiro. Le accuse a carico della coppia colombiana-venezuale sono di insulti razzisti, un reato che prevede precise sanzioni secondo la legislazione del luogo.
Al termine del match dei quarti di finale perso per 6-7(4) 7-6(6) 10-2, nel quale Martinez/Rodriguez hanno sprecato diversi match point, i due tennisti si sono resi protagonisti di comportamenti non proprio edficanti.
Secondo quanto riportato dai UOL, Martinez, al termine di un match ad alta tensione, avrebbe rivolto gesti offensivi di stampo razzista verso il pubblico presente al circolo prima di procedere al saluto a rete degli avversari. Poco dopo, Rodriguez, subito dopo lasciato il campo, avrebbe rivolto un insulto razzista ad un membro dello staff del circolo brasiliano.
L’accaduto come detto ha portato all’arresto dei due tennisti da parte delle autorità già presenti nel circolo, anche considerando l’attenzione in Brasile verso gli atteggiamenti razzisti come già accaduto nel 2024 con l’arresto di calciatrici argentine durante un torneo in Brasile.
Il comunicato del torneo inviato a UOL: “L’incidente occorso durante la partita di doppio di oggi all’Itajaí Open ha richiesto l’immediato intervento della Polizia Militare, che era presente e ha adottato le misure necessarie nel quadro della legge brasiliana. L’Itajaí Open condanna fermamente il razzismo e la discriminazione di qualsiasi tipo.”
Vedremo quali ulteriori sviluppi produrrà la vicenda sia dal punto di vista legale sia se arriveranno delle sanzioni o notizie da parte dell’ATP anche considerando le polemiche che il caso sta scatenando sui social.