Australian Open, Musetti: “Importante finire il match senza crampi. Giocare più dritti è stata la chiave”
Lorenzo Musetti approda per la prima volta in carriera agli ottavi di finale dell’Australian Open. Il match vinto in extremis con Tomas Machac – dopo 4 ore e 27 minuti di gioco -, ha messo in evidenza una tenuta fisica strabiliante del carrarino, che ha battagliato serratamente con un prototipo di tennista più simile ad un decatleta. L’azzurro è stato capace di adattarsi, in modo camaleontico, al repentino cambio di condizioni di gioco a seguito della chiusura del tetto della John Cain Arena, dove le temperature si sono abbassate vertiginosamente (complice l’efficiente sistema di climatizzazione dello stadio), variando anche il rimbalzo della pallina stessa, come dichiarato da Musetti in conferenza stampa. Lorenzo attende adesso l’esito del match tra “Stan The Man” Wawrinka e Taylor Fritz per conoscere il suo prossimo avversario del cammino australiano.
Storia e mentalità
D. Lorenzo, sei di nuovo protagonista di una pagina della storia del tennis italiano. Per la prima volta tre italiani hanno raggiunto gli ottavi di finale. Qual è stata la chiave della tua partita di oggi?
Lorenzo Musetti: “Sì, sono molto orgoglioso di far parte di questo trio che ora è arrivato al quarto turno qui all’Australian Open. È la mia prima volta, quindi sono davvero molto felice. Sono orgoglioso della vittoria di oggi. È stata una battaglia molto dura per me contro un avversario che ha giocato a un livello davvero incredibile fino alla fine. Non è stato facile. Ho dovuto ribaltare il match con le mie capacità fisiche. Il caldo e le condizioni difficili che c’erano là fuori. E, naturalmente, migliorando set dopo set la percentuale del servizio e il mio modo di giocare, perché prima non stavo dominando molto gli scambi, mentre dopo ho iniziato a giocare meglio, a muovermi meglio e a giocare più dritti. Probabilmente questa è stata la chiave della partita”.
D. Quando la partita è stata spostata al coperto nel quinto set, hai dovuto cambiare mentalità? Raccontaci come è andata.
Lorenzo Musetti: “Faceva un po’ freddo dopo che hanno chiuso il tetto perché, sapete, l’aria condizionata era accesa, quindi è stato un po’ un grande cambiamento da un estremo all’altro. Quindi anche la palla rimbalzava meno. Penso che questo lo abbia aiutato a rimanere più concentrato sulla partita, perché all’inizio del quinto set mi sembrava che lui fosse più in difficoltà di me dal punto di vista fisico. Ma sono riuscito a concentrarmi su me stesso e su ciò che dovevo fare, attenendomi al piano che avevamo preparato prima della partita”.
Tenuta fisica
D. Hai detto che la tua forma fisica ti ha aiutato a ribaltare il risultato della partita. Il tuo stile richiede molto movimento. Quando sai che sarà una giornata calda come oggi, pensi mai di provare a giocare con uno stile diverso?
Lorenzo Musetti: “Ovviamente all’inizio correvo parecchio perché non stavo guidando lo scambio, come ho detto prima. Ma dopo, penso che lui abbia cercato di spingere ogni palla perché era l’unica soluzione che aveva per vincere lo scambio quando diventava un po’ più lungo. Penso che anche questa sia una mia forza, essere solido. La costruzione del punto è qualcosa che penso di fare piuttosto bene. Penso di essere preparato a giocare questo tipo di partite, specialmente in queste condizioni e su cinque set. Ero pronto fin dall’inizio. Sapevamo che oggi avrebbe fatto molto, molto caldo. Sono riuscito a finire la partita senza crampi, senza alcun dolore. È questa la cosa più importante”.
D. Quando sai che ti aspetta una giornata molto calda, cosa fai per prepararti? Cosa mangi, cosa bevi, se modifichi la tensione della racchetta.
Lorenzo Musetti: “Non ho cambiato nulla dal punto di vista tecnico in termini di incordatura, tensione o altro. Ma ovviamente, la cosa più importante è cercare di rimanere sempre idratati e bere molto. Cerchiamo di rinfrescarci un po’, perché la temperatura corporea sale molto. Quindi cerchiamo di raffreddarla un po‘, soprattutto durante il cambio di campo. Cerco di mangiare bene, dormire bene, anche se oggi la sveglia era piuttosto presto, perché mi sono svegliato alle 6:45 per riscaldarmi alle 9″.
D. Ritieni che il tetto sarebbe dovuto essere chiuso prima, ad esempio nel quarto o nel quinto set?
Lorenzo Musetti: “Sì, certo, è una situazione che non possiamo controllare. E ovviamente penso che abbiamo giocato praticamente tutta la partita con il tetto aperto. Con l’aria condizionata, era davvero, davvero, non voglio dire estremo, ma stava diventando piuttosto estremo. Se c’è una regola, penso che potremmo accettarla. Ci atteniamo alla regola. Quindi non ho avuto nulla da ridire perché mi sentivo meglio del mio avversario. Ma ovviamente, se il tetto deve essere chiuso, va bene così. Non mi sembra ingiusto che i miei avversari giochino sotto il tetto. Giocheranno più tardi. Penso di avere tutto il tempo per recuperare in vista della prossima partita”.
Vittoria storica
D. Lorenzo, complimenti. Vorrei chiederti: questa partita, questa vittoria, se non tra le più importanti, magari è tra le più significative della tua carriera, per come è arrivata, per le difficoltà, per il contesto, per l’obiettivo raggiunto?
Lorenzo Musetti: “Sicuramente sì, perché credo che oggi sia stata una prova di maturità, una partita non facile, giocata contro un avversario il cui gioco mi dà fastidio perché mi toglie tantissimo il tempo, specialmente col rovescio, e all’inizio non riuscivo a essere padrone dello scambio, che è quello che cerco di fare contro chiunque, cercare di manovrare e costruire, tessendo un po’ la mia ragnatela. Quindi è una vittoria di carattere e di fisico, sono due aspetti che mi fanno molto piacere e, come ho già detto, è stato un bel test superato a pieni voti; siamo molto contenti, però ora bisogna già pensare a recuperare e a vedere chi sarà il mio prossimo avversario“.
D. Sotto un set e un break, come hai girato la partita che poteva anche metterti male a quel punto?
Lorenzo Musetti: “In quel momento ero abbastanza nervoso, quindi ti direi con una rabbia positiva: sono stato bravo a trasformare il nervosismo e la rabbia in energia, specialmente da un punto di vista fisico, che mi ha aiutato a rientrare in partita, a crearmi l’opportunità di fare quel break molto bello sul 4-4 che mi ha dato fiducia per vincere il terzo set in modo più semplice ed entrare in una comfort zone migliore, anche come feeling con la pallina. Anche il fatto di aver rotto la racchetta a fine primo set, per un po’ di frustrazione, credo sia stato un cambio, un click che mi ha fatto bene“.
Prove di maturità
D. Lorenzo, a proposito di prova di maturità: in un match così complicato e lungo, tu in condizioni normali avresti avuto come sottofondo la voce di Simone, come siete abituati a parlarvi. Invece ti voltavi e trovavi un coach con il quale non lavori da tantissimo. Anche questo ha rappresentato una sfida nella sfida per te?
Lorenzo Musetti: “Non tanto questo, perché è da circa due mesi che lavoriamo praticamente quotidianamente: abbiamo fatto la preparazione a Monaco insieme, il primo torneo a Hong Kong, dove ovviamente c’era anche Simone, e purtroppo sapete benissimo la situazione che c’è stata in questa settimana preparatoria allo Slam, che ha fatto sì che Simone e Damiano siano dovuti tornare a casa. È una situazione che si è creata e, secondo me, ero già stato bravo con Sonny, perché era un match difficile, non è mai facile giocare un derby, specialmente con uno dei miei migliori amici.
Oggi ho affrontato un avversario che mi dava parecchio fastidio da un punto di vista di tipologia di gioco; abbiamo preparato la partita tutti insieme, anche da casa, e devo dire che mi trovo molto bene con José, ci troviamo tutti bene. Credo che le vicissitudini di questa settimana, è brutto da dire, mi abbiano teso una mano per responsabilizzarmi ancora di più e per mostrarlo anche in campo; l’ho presa nel modo giusto e penso che di questo non debba essere fiero solo io, ma anche il mio team e il lavoro che stiamo facendo credo si stia vedendo, siamo contenti. Non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza, quindi c’è già voglia di giocare la prossima partita“.
D. Ti sei allenato con Luciano qui per questa partita. Anche lui ha passato il turno, con un match molto difficile contro uno specialista del cemento. Questa Italia che fa gruppo va?
Lorenzo Musetti: “È bello: ovviamente Jannik ci ha abituato ad andare sempre avanti negli ultimi due anni, quindi togliamo lui un secondo, però sicuramente c’è tanta Italia; anche i ragazzi che si sono fermati ai primi turni stanno facendo vedere che siamo davvero campioni di Davis e che è un’Italia che avanza. Credo anche che il fatto di essere quasi tutti tra 2001 e 2002, quindi 23-24 anni, faccia capire che non siamo ancora nel prime di un giocatore; nei prossimi anni tutti quanti faremo vedere la nostra maturazione completa.
Mi fa piacere che Luciano abbia raggiunto anche lui gli ottavi e, se non dico un’idiozia, credo siano i suoi primi ottavi in uno Slam; mi fa molto piacere, so quanto lavoro mette quotidianamente, ha anche lui un team familiare, gestito da suo papà, e sono contento che abbia battuto un avversario molto ostico. Ora credo sia derby, quindi non dico idiozie anche dopo quattro ore e mezza: è bello, avremo sicuramente un italiano nei quarti e che vinca il migliore“.