Elisa e il monologo dedicato al nonno morto di mesotelioma
Broni. «Che cinema». Così diceva spesso Massimo Brambilla alla nipote Elisa, mentre, con la sorella, da piccole inventavano la coreografia per una storia.
il lutto
Da quando, però, il primo gennaio 2021, il nonno è morto di mesotelioma, “Che cinema” è diventato prima un tatuaggio sul braccio di Elisa Brambilla e poi il nome di un monologo, che la 21enne studentessa universitaria di Broni ha scritto per i concorsi di recitazione a cui ha partecipato con la scuola Hde-Mìa della sua città.
E con quel monologo ha vinto anche il premio della critica alla prima edizione del trofeo Avani (vinto proprio da Hde-Mìa) che si è svolto venerdì sera al teatro Carbonetti di Broni. «Un giorno dovevo pensare ad un monologo per la mia ultima gara ufficiale e volevo dedicarla ad una persona importante - racconta Elisa alla fine della serata -. Il nonno mi aveva confessato di nascosto che era malato, mentre stavamo studiando insieme, e io, fino a quando era vivo, non ho mai avuto il coraggio di dire ai miei genitori che lo sapevo».
Intanto, però, la malattia del nonno avanza e arriva anche l’ossigeno per respirare: «All’inizio ci è voluto un po’ di tempo per realizzarlo, poi pian piano ho capito che la malattia era qualcosa di reale, anche se ho sempre sperato che il nonno potesse migliorare», aggiunge la studentessa.
Per questo, Elisa ha sempre affrontato con grande attenzione l’argomento. E ora tifa che le istituzioni (la mamma Mariarosa Estini è assessora in Comune a Broni) possano mettere la parola fine alla piaga dell’amianto: «Chi ha vissuto la sofferenza in prima persona, non parla mai con leggerezza di questi argomenti - conclude -. So che si sta facendo tanto per questa battaglia e mi auguro che altre persone non soffrano come abbiamo sofferto noi e le altre famiglie dove ci sono stati lutti».
Da qui l’idea di dedicare al nonno il monologo: «Tutti dicono che siamo uguali, nel fisico, nel carattere, nella voglia di studiare, potevi rimanere ancora un po’ per farmelo capire - dice Elisa nel monologo -. Penso sempre a lui. Se c’è una persona che voglio rendere fiera con tutti i miei traguardi, sei tu».