“Aggressività e rabbia nei giovani derivano dal disagio psicologico”
Pavia. C’è in indiscutibile aumento del disagio psicologico fra i giovani. Molto più ramificato e nascosto rispetto anche agli episodi che la cronaca, ormai ci racconta ogni giorno.
A sostenerlo è Valeria Cavioni, psicologa di Corteolona, professoressa associata di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Universitas Mercatorum di Roma. «Coltelli, aggressioni sono solo la punta dell’iceberg – spiega –. Il disagio psicologico in questi anni è aumentato. Con una tendenza alla manifestazione più visibile di un aspetto psicologico come l’aggressività. Ma ci sono anche i casi diciamo opposti, quelli cioè legati ai suicidi e all’autolesionismo. Se ne parla solo quando, purtroppo, in un modo o nell’altro un ragazzo perde le vita. Ma c’è molto altro». Cavioni si occupa proprio di prevenzione. Si possono dare delle risposte e, in qualche modo, cercare di prevenire comportamenti? «Famiglia e scuola sono i contesti in cui bisogna lavorare di più – sottolinea –. Fornire maggiori strumenti ai genitori ed educare sono punti fondamentali. Intendiamoci: gli insegnanti già fanno tantissimo. Si trovano in prima linea. Ma gli interventi dovrebbero essere promossi da docenti adeguatamente formati e supportati, all’interno di una collaborazione sistematica con le famiglie. Questo approccio consente di evitare che la responsabilità educativa ricada esclusivamente sugli insegnanti, valorizzando invece il ruolo primario della famiglia come contesto fondamentale di sviluppo e socializzazione. Racconto un aneddoto. Qualche giorno fa ero in una scuola di Bereguardo per un incontro sul bullismo. I genitori saranno stati al massimo una decina. Purtroppo siamo in un’epoca storica dove i genitori delegano tante, troppe funzioni educative al di fuori del contesto famigliare». Così violenza e aggressività crescono. A volte sottotraccia. «Il disinteressamento e l’affidarsi ad “altri” per l’educazione dei propri figli è il terreno più fertile per certi comportamenti – conclude –. Così ci dimentichiamo che il primo, fondamentale ruolo per l’eduzione dei ragazzi è proprio la famiglia». —