Scuola e volontariato dopo l’arresto e per i baby rapinatori c’è il perdono
PAVIA. Aggressioni in serie in centro con lo spray al peperoncino. Episodi che si erano ripetuti per settimane, nell’estate di un anno e mezzo fa, e che infine avevano portato all’arresto di tre adolescenti, finiti al Beccaria con l’accusa di avere rapinato alcuni giovani. Ora per i tre ragazzi, 16enni di origine egiziana, si è concluso l’iter giudiziario, con esiti molto diversi.
Per due, che avevano chiesto la messa alla prova, è arrivato il “perdono” giudiziale, con la cancellazione dei reati commessi: il percorso di recupero, che prevedeva l’obbligo scolastico e ore di volontariato, si è concluso positivamente. Entrambi hanno preso la licenzia media e uno si è iscritto al liceo. Il terzo giovane, invece, era scappato dalla comunità in cui era stato inserito dopo il Beccaria senza terminare il suo percorso: l’altra mattina, venerdì, è stato condannato in tribunale a Milano a un anno e 8 mesi e 1200 euro di multa, anche se la pena è sospesa per la minore età.
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Pendolari delle rapine
I tre ragazzi, tutti difesi dall’avvocato Marco Sommariva, erano stati fermati dai carabinieri durante un servizio di controllo straordinario scattato, nell’estate 2024, un periodo tempestato di rapine e aggressioni in centro, ai danni di passanti e giovani studenti universitari. I tre giovani, che non avevano un domicilio fisso, secondo quanto ricostruito prendevano il treno da Milano per venire in città con l’obiettivo preciso di compiere crimini.
L’episodio che li aveva fatti finire nei guai era stato preceduto da altre aggressioni: una lite tra Strada Nuova e corso Cavour, con un 25enne accoltellato all’altezza del ponte coperto, poi due scippi, con bande di ragazzi che avevano strappato la catenina d’oro a due persone, sempre tra corso Cavour e Strada Nuova.
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Fino all’episodio che li aveva mandati al Beccaria: una sera di agosto, secondo l’accusa, aggredirono con lo spray al peperoncino uno studente universitario di 25 anni che stava camminando con un’amica in Strada Nuova, per derubarlo della catenina d’oro. La rapina si era conclusa con gli aggressori fermati dai carabinieri, che erano appostati in borghese.
La vittima aveva descritto ai militari il loro abbigliamento: i giovani indossavano magliette dell’Inter, del Milan e del Paris Saint Germain. Erano stati rintracciati così in poco tempo all’area Vul, con ancora la refurtiva addosso e lo spray al peperoncino nello zaino, strumento che era stato utilizzato anche contro i carabinieri con l’obiettivo di guadagnarsi la fuga.
Le indagini avevano riguardato anche altri colpi, ma alla fine era stato possibile contestare al gruppo solo quella di Strada Nuova ai danni dello studente.
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La scuola e il volontariato
I tre minorenni erano stati prima portati al Beccaria e poi trasferiti in diverse comunità, su decisione del tribunale dei minori di Milano. I provvedimenti giudiziari, come in tutti i casi che riguardano i minori, hanno subito messo in moto percorsi di riabilitazione e recupero.
Rientra tra questi strumenti anche la messa alla prova, con lavori di pubblica utilità: i minori che aderiscono al programma devono svolgere lavori di volontariato presso enti o associazioni e dare prova di avere compreso l’errore. Non solo: hanno l’obbligo di concludere la scuola. Obiettivo che due adolescenti su tre sono riusciti a raggiungere, ottenendo il perdono giudiziale: uno ora frequenta un liceo di Viterbo, l’altro è in comunità a Vigevano e continua ad andare a scuola con profitto. —
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