Cuorgnè, violenta aggressione: Uomo ferisce due carabinieri
CUORGNE’
È un intervento come tanti, almeno all’apparenza. Una lite familiare, una chiamata al 112, una pattuglia che arriva davanti a un’abitazione poco prima delle 18 di domenica 25. Dentro, però, non c’è solo una discussione da sedare. C’è un uomo 38enne già sottoposto a detenzione domiciliare, recidivo nelle violazioni, che alla vista delle divise sceglie la strada dello scontro. Non parole, ma violenza. Calci, pugni, spintoni. Un’aggressione improvvisa, brutale, che costringe i carabinieri della stazione di Cuorgnè a una colluttazione serrata per riuscire a contenerlo. Attimi concitati, movimenti rapidi, la necessità di bloccarlo senza che la situazione degeneri ulteriormente. Alla fine l’uomo viene immobilizzato e arrestato. Per strada, fuori dall’abitazione. Ma l’intervento lascia il segno.
Due militari restano feriti. Il referto parla di contusioni multiple, con prognosi rispettivamente di sette e cinque giorni. Numeri clinici, che raccontano solo in parte ciò che accade quando un controllo degenera. Dietro c’è un episodio che riporta al centro un dato: quanto sia diventato fragile il confine tra intervento e aggressione.
A dare notizia dell’accaduto è l’Unione sindacale italiana carabinieri. «Esprimiamo totale solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione ai colleghi feriti», scrive il sindacato. Ma la nota non si ferma al linguaggio di circostanza. Il tono cambia, si fa duro. «Non possiamo limitarci alla solidarietà: siamo stanchi di assistere a una sorta di protezione di fatto per chi delinque». E l’accusa entra nel merito. «Finché parte della magistratura continuerà ad applicare larghe assoluzioni per “tenuità del fatto”, certi soggetti si sentiranno intoccabili».
Per l’Usic, quello di Cuorgnè non è un caso isolato. «Questi episodi si ripetono con frequenza allarmante perché manca la certezza della pena». Un concetto che ritorna nelle parole di Leonardo Silvestri, Segretario generale Piemonte e Valle d’Aosta dell’unione sindacale italiana carabinieri.
«Auspichiamo un deciso intervento del legislatore e un giro di vite da parte della magistratura. Le pene per chi aggredisce i servitori dello Stato durante il servizio devono essere inasprite e, soprattutto, applicate con rigore. Non si può garantire sicurezza ai cittadini se non si garantisce la tutela di chi quella sicurezza la deve attuare».
Alla presa di posizione del sindacato si affianca quella politica. Forza Italia Giovani parla di «urgenza» e di «necessità di un intervento deciso» a tutela delle Forze dell’Ordine. «Ribadiamo l’impegno nella difesa di donne e uomini che ogni giorno indossano una divisa, rappresentando lo Stato e garantendo la sicurezza dei cittadini», si legge nel comunicato, che invoca un intervento strutturale capace di assicurare maggiori tutele, strumenti adeguati e il pieno riconoscimento del ruolo svolto. Nel testo c’è anche un passaggio che riporta la vicenda alla dimensione locale. «Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai carabinieri coinvolti nel grave episodio avvenuto domenica a Cuorgnè e un grazie per il prezioso e costante lavoro svolto quotidianamente al servizio della città e della collettività».