Juan Carlos Ferrero sulla separazione da Alcaraz: “Ho il cuore a pezzi”
Il tempo, si sa, è galantuomo e può curare anche le ferite più profonde. E’ quello che si augura Juan Carlos Ferrero, ancora particolarmente scosso dopo la rottura con Carlos Alcaraz. Un sodalizio fruttuoso giunto al termine dopo sette anni di collaborazione con il murciano deciso a intraprendere un percorso in una direzione diversa da quella del suo ormai ex allenatore. Allo stato dell’arte Juanki si è discostato dal tennis per virare professionalmente sul golf, dove seguirà il giovane Angel Ayora in veste di mental coach, ma nella realtà dei fatti il suo cuore sembra essere anche palpitante per l’ex pupillo.
Dopo le dichiarazioni a TenGolf, arrivano le parole rilasciate alla trasmissione televisiva “El Partidazo de COPE” dove Ferrero continua a sottolineare come la fine del rapporto lavorativo con Alcaraz sia ancora una ferita troppo fresca per parlarne in modo pacificato: “Sto provando a discostarmi un po’, alla fine il tutto è avvenuto da poco. Non è facile vedere le sue partite, vedere tutto lo staff lì mi rende un po’ triste e malinconico. Ovviamente quando è successo, mi si è spezzato il cuore. Mi sto riprendendo? Sì, a poco a poco, però il mio cuore è ferito”.
Le difficoltà emotive nel seguire le partite di Carlos potrebbero trovare un’unica eccezione, quella di una probabile finale tra Alcaraz e Sinner a Melbourne: “Presumo di sì. Non ho visto realmente un Alcaraz-Sinner dal divano. La vedrei perché è un match tutto da godere, è la miglior partita che ci possa essere”. Quando viene interpellato su un papabile favorito, Ferrero vira sull’ex assistito: “Quando sente l’odore del sangue, è difficile da battere”.
Il vincitore del Roland Garros 2003 continua ad essere certo dello sconfinato potenziale, tanto da ritenere possibile che Alcaraz faccia meglio dei 24 titoli Slam detenuti da Novak Djokovic. In ultima istanza, quando viene punzecchiato sul proprio rigido modus operandi come allenatore, l’ex numero uno al mondo risponde in maniera decisa sostenendo la necessità di inculcare determinati valori ed essere predisposti al sacrificio.