«Serve un’indagine sulla salute in Lomellina, i rischi sono alti»
MORTARA. Ventinove sigle del mondo associazionistico chiedono l’attivazione di uno studio epidemiologico in Lomellina. La richiesta è stata inviata agli enti «che hanno la responsabilità di tutelare la salute dei cittadini»: Regione, Provincia e Ats di Pavia, oltre ai ministeri della Salute, dell’Ambiente e della sicurezza energetica, e dei Trasporti, Ispra e Anci Lombardia.
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La portavoce dei firmatari è Alda La Rosa, presidente di Futuro sostenibile in Lomellina. «I dati statistici – spiega – relativi ai diversi aspetti della vita sociale, sanitaria, economica e ambientale forniti da Istat e dal Cnel, e riportati nel rapporto sul benessere equo solidale pubblicato a fine 2025, individuano Pavia come il territorio con elevate percentuali di malattie e di mortalità in rapporto sia agli indici di tutta la Lombardia sia a quelli dell'intero Paese».
Da qui la richiesta di uno studio epidemiologico, indagine scientifica che analizza la frequenza, la distribuzione e i determinanti (cause) delle malattie o condizioni di salute in specifiche popolazioni per pianificare interventi sanitari e prevenzione.
Al fianco di La Rosa ci sono Aned, le sezioni Anpi di Cassolnovo, Gambolò, Lomellina Sudovest, Mortara e Vigevano, Anppia, Arte Il Faro, La Rondine, Amici del Museo contadino di Olevano, Arcieri dell’olmo di Robbio, Mi-Mo-Al, Auser Sartirana solidale, Auser Vigevano, Coordinamento Democrazia costituzionale, Evuz Art, Fridays for future, Gruppo d’intervento giuridico, Italia Nostra Lomellina, Legambiente Lomellina (Parona e Sannazzaro), Legambiente Pavia, Libera Vigevano, Libera Pavia, Lipu, Sostenibilità equità solidarietà, Slow Food Vigevano e Lomellina, e Wwf Lodigiano Pavese. «Abbiamo constatato – prosegue La Rosa – che il Registro dei tumori della provincia di Pavia non risulta aggiornato dal 2019: inoltre, la Lomellina ha un elevato numero di impianti industriali molto impattanti, con una elevata concentrazione di impianti Ippc (complessi industriali e agricoli ad alto potenziale inquinante) in aree ristrette, tra cui quelle di Sannazzaro, Ferrera, Vigevano, Mortara, Parona, Olevano, Castello d’Agogna, l’inceneritore di Parona, la discarica Haiki Mines di un milione di metri cubi di rifiuti non pericolosi ad Albonese, la più grande discarica lombarda di amianto e lane minerali gestita da Acta a Ferrera, aree non bonificate tra cui quella relativa all’incendio Bertè di rifiuti combusti a Mortara, lasciata all’aria aperta e soggetta alle intemperie da otto anni, le innumerevoli antenne 5G e i progetti di impianti fotovoltaici a ridosso delle case, fra cui i 58 appartamenti di via Schinelli a Mortara».
Le sigle associazionistiche fanno anche rilevare «l’elevata quantità di fanghi, gessi di defecazione, digestato e diserbanti sparsi in agricoltura, la presenza di allevamenti intensivi, l’intenso traffico automobilistico e di mezzi pesanti, e l’inefficiente e carente rete di trasporto pubblico, in primis quello su rotaia, fra cui la linea Mortara-Milano che viaggia in parte su un unico binario».
La nota è stata inviata al presidente della Provincia Giovanni Palli, al consigliere con delega all'Ambiente Serafino Carnia e ai consiglieri provinciali eletti in Lomellina: Paola Patrucchi, Daniela Bio, Antonio Costantino e Alessio Bertucci. A Milano la nota è stata spedita al presidente della Regione Attilio Fontana e agli assessori al Guido Bertolaso (Welfare), Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile) e Alessandro Beduschi (Agricoltura).