“Ancora chiedete se siamo fascisti: e quindi?”: e CasaPound resta fuori dalla porta alla Camera. Il faccia a faccia con Magi (e il poster di Matteotti), la ressa dei giornalisti, l’occupazione della sala: il racconto della mattinata
Sono quasi le 11:30 quando la decina tra relatori e staff del ‘Comitato Remigrazione e Riconquista’, di cui fa parte Casapound, sta per accedere alla sala stampa della Camera per svolgere l’annunciata – e autorizzata – conferenza stampa. L’occasione è la presentazione di una proposta di legge incentrata sulla remigrazione dei migranti. Da regolamento, per svolgere l’evento all’interno di Montecitorio, serve che sia un deputato a prenotare la sala. Il ‘comitato’ ha ottenuto l’ok dal deputato Lega Domenico Furgiuele. Ma appena prima che la delegazioni entri in Parlamento arriva lo stop dalla Presidenza: tutte le conferenze stampa della giornata vengono annullate per motivi di sicurezza. All’interno di Montecitorio i deputati dei partiti di opposizione del M5s, del Pd, di Avs e di Azione stavano già occupando, in segno di protesta, la sala stampa della Camera dei Deputati. Il ‘Comitato Remigrazione’, attorniato dalla folla di telecamere e cronisti, urla: “Questa è la mafia antifascista”.
La conferenza stampa alla fine si svolge davanti Montecitorio. Nello stesso momento i deputati di opposizioni escono da Montecitorio per spiegare le proprie ragioni alla stampa. A quel punto il deputato leghista Furgiuele prova a entrare ugualmente a Montecitorio. Questa volta non per svolgere la conferenza stampa, ormai annullata, ma più per un’azione dimostrativa, simbolica. Anche questo tentativo però fallisce, e l’ingresso gli viene bloccato con la medesima motivazione: “Sicurezza”. Sicuramente un obiettivo l’estrema destra italiana oggi l’ha raggiunto: l’elevata visibilità. Mentre le opposizioni cantano vittoria per aver impedito a chi si dichiara apertamente fascista di accedere in Parlamento.
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