Pavia in piazza a sostegno delle proteste in Iran
Il 30 gennaio, si è tenuta in piazza Vittoria una manifestazione per la solidarietà al popolo iraniano, che sta lottando per una vita libera e dignitosa e da 35 giorni è in piazza, tra la repressione del regime e internet oscurato, che rende quasi impossibili le comunicazioni tra chi è nel paese e chi è fuori. Come tanti studenti iraniani a Pavia. «Siamo qui per far arrivare la nostra vicinanza al popolo iraniano che sta combattendo per la propria libertà, ogni giorno muoiono centinaia di ragazzi e noi questo non lo possiamo sopportare — ha detto la vicesindaca della città di Pavia, Alice Moggi, Pavia a Colori — Non possiamo fare molto, ma quello che possiamo fare è trasmettere tutto il nostro desiderio di stare loro accanto».
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Sono intervenute poi due studentesse iraniane a portare testimonianza del dolore e della preoccupazione per i propri cari e connazionali, con cui non è stato più possibile comunicare dal blocco di Internet del 28 dicembre. «Grazie per essere qui così numerosi, per me é confortante sentire la vostra presenza, per me è un momento difficile, io sono qui come studentessa, non riesco a raggiungere la mia famiglia, non so cosa sia successo ai miei parenti e ai miei amici e ho tanta paura per loro — spiega una studentessa iraniana — E sono molto grata di vivere in questo paese, in Italia, perché la comunità studentesca mi è molto vicina e questo mi fa sentire orgogliosa di vivere in un Paese con una grande attenzione ai diritti umani».
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La manifestazione è stata organizzata da PD Pavia, Pavia a Colori, Azione, Alleanza Verdi Sinistra, M5S, Cittadini per Pavia, ORA!, Facciamo Centro, Movimento Federalista Europeo, CGIL, UIL, CISL Pavia-Lodi, ANPI Pavia.
La situazione
Intanto torna a salire la tensione con l'Iran dove dal 28 dicembre internet è oscurato e proseguono le proteste. Il regime degli Ayatollah venerdì 30 gennaio ha alzato il livello di minaccia verso l'Ue: anche gli eserciti europei, come i pasdaran, sono considerati terroristi, afferma il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a Teheran verso il ministro dell'Interno Momeni e alcuni comandanti delle Guardie Rivoluzionarie. Colpite anche le società di servizi finanziarie Zedcex Exhange e Zedxion Exchange. «Continueremo a colpire le reti e l'elite dell'Iran», ha detto il segretario al Tesoro Bessent.
Solidarietà a Pavia
Intanto Caritas ha attivato uno sportello per gli studenti iraniani a Pavia: «Il diritto allo studio non può fermarsi – spiega don Franco Tassone -. A causa della crisi in Iran, molti studenti non ricevono più fondi dal proprio Paese. Caritas ha attivato uno sportello di ascolto e sostegno economico che è già al completo per le prossime 3 settimane. Abbiamo bisogno di donazioni, per continuare ad aiutare. Si può contribuire con una donazione all’Iban IT74M0503411300000000002595 Banca Popolare di Milano, Beneficiario: Fondazione Agape di Caritas Diocesana di Pavia - ETS Causale: Emergenza Iran.
«Siamo già sommersi da richieste – spiega una volontaria -. Abbiamo questa avvocatesse iraniana insieme al nostro operatore per l'immigrazione che fanno lo sportello tutti giovedì. Chiediamo veramente aiuto per divulgare il nostro appello per raccogliere fondi perché noi da soli non riusciamo: stiamo dando alimenti a tutti, pacco alimentare e aiuti per pagare l'affitto. Non è solo il diritto allo studio, sono i diritti umani che sono violati in questo paese e sono quello per cui noi vogliamo dire no e fare la nostra parte».
(Ha collaborato Sara Grignani, studentessa del progetto Fuoriclasse e redattrice de Il Giunto, il giornale degli studenti dell’Itis Cardano)