Individuato il tifoso che lanciato il petardo verso Audero: “Ha perso tre dita, è ricoverato in ospedale”
Minuto 48 della sfida tra Cremonese e Inter: un petardo lanciato dal settore ospiti, quello occupato dai tifosi nerazzurri, esplode a pochi centimetri dal portiere grigiorosso Emil Audero. Il calciatore ha un taglio alla gamba e inizialmente fatica a sentire dall’orecchio destro, poi riesce a riprendere a giocare. Unanime la condanna, in primis da parte della stessa Inter, che ora rischia almeno una multa e restrizioni per i propri tifosi. Intanto le forze dell’ordine si sono messe subito al lavoro per individuare l’autore del gesto. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il tifoso è stato rintracciato perché si trova ricoverato in ospedale: ha perso tre dita maneggiando il petardo. Quasi sicuramente sarà arrestato.
Se da un lato si muovo la giustizia ordinaria, c’è poi il fronte sportivo. Nessuna sconfitta a tavolino per l’Inter: un’ipotesi remota, che avrebbe potuto prendere corpo forse solamente nel caso in cui Audero non fosse stato in grado di riprendere il match. Certamente però arriverà una maxi–multa per la società, unita ad altri provvedimenti: restrizioni sulle trasferte, ma anche porte chiuse per la curva o per l’intero stadio nelle prossime partite casalinghe. Anche perché ci sono stati altri momenti di tensione dopo la gara, alla stazione di Cremona, dove gli ultras nerazzurri stavano aspettando il treno per rientrare a Milano.
“Il petardo non ha colpito l’atleta, anche se ha creato un immediato danno. Il fatto che l’atleta sia riuscito a proseguire e a concludere la partita esclude l’applicazione della sanzione massima. Bisognerà vedere quale sarà la sanzione tra la multa, la chiusura di un settore, disputare a porte chiuse una o più gare o chiudere più parti dello stadio. La penalizzazione di punti all’Inter? No, non è prevista”, ha spiegato Roberto Afeltra, avvocato ed esperto di diritto sportivo, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. A suo modo di vedere, la sanzione “può andare dalla chiusura di un settore dello stadio per un determinato periodo oppure giocare una gara a porte chiuse. Oltre questo non si dovrebbe andare”.
Per quanto riguarda quel che è accaduto all’esterno dello stadio, l’avvocato Afeltra commenta: “Questo è un elemento sul quale bisogna sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione. A mio modesto avviso, le società non possono rispondere di responsabilità oggettiva per fatti che non solo non si possono evitare ma anche prevedere, al di fuori delle capacità delle società di evitare incidenti“. “Dovrebbero essere ben diverse le sanzioni“, ha concluso l’avvocato.
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