Influencer brasiliano pro-Trump e pro-Ice arrestato dall’Ice perché immigrato e straniero
Un influencer brasiliano di destra che aveva sostenuto che la stretta sull’immigrazione voluta da Donald Trump colpisse soltanto i “criminali” è stato arrestato da agenti dell’ICE nel New Jersey.
Júnior Pena, il cui nome completo è Eustáquio da Silva Pena Júnior, aveva dichiarato il proprio sostegno al presidente degli Stati Uniti in un recente video rivolto alle centinaia di migliaia di follower che lo seguono sui social.
«Io sostengo Donald Trump – mi piace quel tizio», aveva annunciato il tiktoker e instagrammer sudamericano, il cui profilo afferma di raccontare «la realtà degli Stati Uniti» dal punto di vista di un migrante.
In un video precedente, Pena aveva invitato i brasiliani a mantenere la calma e a non «disperarsi» dopo le notizie secondo cui gli agenti dell’ICE stavano effettuando rastrellamenti di migranti, inclusi molti brasiliani. «Ma sono tutti delinquenti. Tutti quanti», aveva falsamente affermato riferendosi alle persone fermate.
Sabato, Pena è stato a sua volta fermato e trasferito nel centro di detenzione di Delaney Hall, a Newark, nel New Jersey. Un amico ha raccontato al quotidiano locale Brazilian Times che l’influencer è stato arrestato dopo aver mancato un’udienza in tribunale. Il suo avvocato, Andrew Lattarulo, starebbe cercando di risolvere la situazione e di impedirne il trasferimento in un altro Stato.
Secondo quanto riferito, l’influencer brasiliano vive negli Stati Uniti dal 2009 ed è originario di Belo Horizonte, capitale dello Stato di Minas Gerais, una delle aree del Brasile da cui è partito un numero particolarmente elevato di emigranti verso gli Stati Uniti e l’Europa.
Pena utilizza i suoi canali social per rilanciare le storie dei migranti, ma anche per amplificare le voci critiche nei confronti del presidente brasiliano di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva e quelle favorevoli all’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, recentemente incarcerato e alleato politico di Trump.
La comunità brasiliana negli Stati Uniti, stimata in circa due milioni di persone, è stata duramente colpita dall’offensiva anti-migranti di Trump: il numero dei brasiliani deportati ha raggiunto un livello record, 2.785 lo scorso anno, rispetto ai 1.640 del 2024.
In un recente reportage sulla «vera e propria caccia all’uomo» in corso sotto l’amministrazione Trump, la rivista brasiliana Veja ha avvertito i lettori: «C’è un clima di paura nelle strade, in cui chiunque “sembri straniero” può diventare un bersaglio… indipendentemente dal proprio status [migratorio]».
La rivista ha aggiunto che i migranti brasiliani in città come Boston stanno adottando drastiche «strategie di sopravvivenza», tra cui evitare di parlare portoghese in pubblico e cercare di vestirsi come «americani medi» quando escono di casa.
Dopo che la notizia della sua detenzione è diventata virale, molti brasiliani di sinistra si sono riversati sull’account Instagram di Pena per deriderlo. «Hai sostenuto Trump e alla fine ne hai pagato le conseguenze», ha scritto uno. «Chi la fa l’aspetti», ha commentato un secondo critico.
Gli amici dell’influencer, invece, hanno pubblicato messaggi chiedendo ai suoi follower di pregare per lui.
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