Si viaggia in piedi da Casei a Milano: sui pullman di linea non bastano i posti
CASEI GEROLA. Casei Gerola, ore 7.03. Il bus della linea 120 di Autoguidovie, da Varzi a Famagosta, effettua l’ultima fermata prima di imboccare l’autostrada. Peccato che, a bordo, i posti siano finiti. Ogni mattina è la stessa storia: i residenti di Casei, se vogliono garantirsi un posto a sedere, devono andare a Voghera e battere sul tempo i loro concittadini, altrimenti gli tocca fare il viaggio in piedi.
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La situazione è così da settembre, da quando cioè dopo le interruzioni ferroviarie di quest’estate (dovute ai lavori sul ponte di Bressana Bottarone) tanti pendolari hanno scoperto l’esistenza di questa alternativa. Che sarebbe comoda, se non fosse per lo scarso numero di posti a sedere. La questione era già stata posta a settembre: si era fatto anche un monitoraggio e, per evitare che i passeggeri viaggiassero in piedi nei tratti extraurbani, Autoguidovie aveva garantito pullman Gran Turismo per le corse delle 7.03 e delle 7.26 (che corrispondono al 6.47 e al 7.10 da Voghera). Questo ha garantito maggiore sicurezza e ha aumentato leggermente la capienza ma, come dimostrano le immagini di questi giorni, non ha risolto il problema. Perchè non si sono aggiunte corse? Perchè il numero medio di persone in piedi (circa 6) non consentiva l'introduzione di un ulteriore pullman o di una navetta dedicata.
«Così facendo la situazione sembrava essersi stabilizzata – spiega il consigliere comunale di Casei Gerola Marco Moroni, che ha seguito la questione insieme alla Provincia-. Tuttavia, dallo scorso mese, il problema sembra essere nuovamente riemerso, con un aumento dell'affollamento in particolare sulla prima corsa (in totale sono tre, l’ultima è alle 7.51, ndr)».
perchè scelgono il bus
«Il problema è che – spiega Simona Trombetta, pendolare - che, con la crescente inaffidabilità dei treni, in particolare di quelli di Trenord Spa, il bus è diventato ormai un mezzo alternativo più affidabile, e le corse del primo mattino sono diventate sempre più affollate. La prima più delle altre, perché è l'unica delle tre che ha come stazione di partenza Varzi, ed è quella maggiormente utilizzata da chi deve raggiungere il proprio lavoro di prima mattina senza flessibilità di ingresso. Va sottolineato – aggiungono i pendolari – che gli autisti fanno il possibile per gestire la situazione e garantire un servizio sicuro e dignitoso, nonostante le difficoltà legate all'elevato numero di passeggeri».
A questo punto, dopo il primo appello a vuoto, Moroni è pronto a bussare di nuovo alla porta di Autoguidovie per chiedere nuovamente una corsa aggiuntiva, anche tramite una navetta. «Quella attuale – dice il consigliere - è una situazione che di fatto colloca gli utenti di Casei Gerola in una sorta di "zona grigia" dove il disagio è concreto, ma non ancora formalmente sufficiente per giustificare un potenziamento strutturale. Ho fatto presente ancora una volta il disagio alla Provincia, e ci auguriamo che si possa presto trovare una soluzione alternativa che permetta di distribuire meglio l'utenza e garantire un viaggio sicuro e dignitoso per tutti».
Autoguidovie, contattata ieri in merito, non ha risposto.