Carnevale Ivrea, l’esordio della Gran cancelliera: «Magia trasversale, collante che unisce persone diverse con stessa passione»
IVREA. Si è rivelata un’autentica star, la decana dei notai eporediesi, Donatella Farcito, primo Gran Cancelliere donna della storia del Carnevale, che ha brillato per verve e simpatia, non disgiunte, ovviamente, dal rigore del ruolo, domenica 1° febbraio, terzultima di Carnevale, nella cerimonia di consegna del Libro dei Verbali al suo Sostituto, Paolo Diane. Nel suo elegante studio, in piazza La Marmora, alla presenza del Generale, Mario Gusta, del sindaco, Matteo Chiantore, del presidente del Consiglio notarile di Biella e Ivrea, Aldo Presbitero, e di tanti amici e protagonisti delle edizioni passate, la dottoressa Farcito ha raccontato le tappe del suo amore per il Carnevale: la festa vissuta, da bambina, accanto al padre che amava immortalarne fotograficamente i momenti più salienti o in costume da olandesina, con tanto di trecce bionde, incantata dalla battaglia delle arance, quindi, da studentessa, in attesa della “liberatio”, da adulta la presenza alle fagiolate e a Polenta e merluzzo, e da mamma, con il figlio Abbà e la figlia Abbà e damina della Mugnaia 2009. Ha poi raccontato di essere intervenuta, all’alba, alla vestizione del suo Sostituto, prima, e del Generale, subito dopo.
«È un grandissimo privilegio rivestire il ruolo di Gran Cancelliera, -ha affermato- che mi consente, con il rigore dovuto, di addentrarmi sempre di più nei meandri della festa. Stimo molto il mio Sostituto per la sua serietà e affidabilità e per la sua onestà intellettuale già ampiamente dimostrata il 6 gennaio scorso». E, rivolta a Diane: «A te, Paolo, consegno l’ultimo dei 6 libri dei Verbali del Carnevale. Fanne buon uso, custodiscilo con cura, proteggilo da sole, pioggia, vento e neve e da ogni aggressione e tentativo di furto Se fosse necessario, anche “con la spada e col bastone”. Ti ricordo l’importanza del tuo ruolo perché sarAi l’anima narrante del Carnevale: a te l’incarico di sfilare per le vie e le piazze della cittadine, a testimoniare e registrare tutti gli accadimenti».
Con il dono, simbolico, di una penna dal colore arancio-rosso tipico della festa eporediese, di un pennino d’oro e di un poco di inchiostro, la Gran Cancelliera ha quindi invitato il Sostituto a redigere Verbali sintetici, oltre che puntuali e rigorosi». «Ricordati –ha raccomandato- che vigilerò attentamente sul tuo operato e sarò idealmente, anche se non fisicamente, sempre al tuo fianco, pronta a confrontarmi con te per ogni evenienza».
A esprimere tale vicinanza, la Gran Cancelliera ha quindi cucito un emblematico bottone sull’abito del Sostituto e, dopo il brindisi di rito, lo ha accompagnato al portone, sulla piazza, salutando Ufficiali e Pifferi e tamburi fermi, in attesa, sulla piazza, e rivolgendo un cenno anche alle tante persone che si erano raccolte per ascoltare, diffuso dagli amplificatori, il Verbale della mattinata. E ha concluso: «Il nostro Carnevale è magia trasversale. E' il collante che unisce uomini e donne, anche culturalmente e ideologicamente diversi, che diventano amici uniti dalla stessa passione, al richiamo di un'unica stella. Perché, come aveva espresso il vescovo, monsignor Daniele Salera, nell'omelia dell'Epifania, il Carnevale rappresenta per gli eporediesi quello che la stella cometa è stata per i Re magi».