Napoli, il mercato a saldo zero e l’arte dell’alibi: Manna, De Laurentiis e l’ennesimo gennaio buttato
Il mercato di gennaio del Napoli si chiude con un verdetto che non ammette appelli: nessun rafforzamento reale, nessun segnale di ambizione, solo immobilismo confezionato come necessità tecnica.
Sì, il provvedimento del mercato a saldo zero è reale.
Sì, di fatto ha colpito solo Napoli e Pisa.
Sì, ha impedito agli azzurri di muoversi senza prima vendere, nonostante le casse fossero tutt’altro che vuote.
Tutto vero.
Ma il day after serve proprio a questo: separare i fatti dagli alibi.
Perché questa situazione non è piombata dal cielo il 31 gennaio sera. Era nota. Prevista. Annunciata. E allora la domanda è semplice: dov’era il Napoli mentre si costruiva questo scenario?
Ancora una volta, a rincorrere gli eventi.
Aurelio De Laurentiis non ha mai amato il mercato di gennaio. È una costante storica, non una novità stagionale. Il presidente è allergico agli investimenti invernali e questa volta il saldo zero è sembrato quasi una benedizione: la scusa perfetta per restare immobili senza assumersi responsabilità.
Il solito mefistotelico gioco delle parti.
Peccato però che anche stavolta le scappatoie regolamentari esistessero: prestiti con obbligo, formule differite, operazioni creative. Il calcio moderno vive di questo. Se non percorri certe strade, è perché scegli deliberatamente di non farlo.
Ed è qui che entra in scena Giovanni Manna.
Perché il vero problema non è solo economico. È progettuale. È gestionale. È tecnico.
L’ennesima sessione di mercato lascia dietro di sé un operato francamente incomprensibile. Non tanto per ciò che non è arrivato, ma per il senso complessivo della strategia. Siamo tutti bravi a prendere giocatori forti quando hai budget importanti. Il dramma vero è un altro: è quando spendi tanto e poi sbagli comunque, portando a casa profili mediocri o veri e propri bidoni.
È lì che si misura un direttore sportivo.
Il Napoli ha dimostrato di saper investire. Ma ha dimostrato anche di saper dilapidare. Il problema non è mai stato il denaro. È sempre stata la qualità delle scelte.
Questo gennaio non ha peggiorato la squadra.
Ma non l’ha migliorata.
Ed è forse questo il peccato capitale: restare fermi mentre gli altri provano ad accelerare. Conte chiede rinforzi, la rosa manda segnali evidenti, la stagione è ancora apertissima. E la risposta della società è stata il silenzio operativo, condito da spiegazioni tecniche.
Il day after racconta una verità semplice e crudele: il Napoli continua a galleggiare tra ambizioni dichiarate e prudenza cronica. Tra voglia di grandezza e paura di rischiare.
Il mercato a saldo zero è stato un vincolo.
Ma l’autolimitazione è una scelta.
E finché questa schizofrenia resterà la cifra della società, ogni gennaio finirà allo stesso modo: con più alibi che coraggio, più contabilità che calcio, più domande che risposte.
L'articolo Napoli, il mercato a saldo zero e l’arte dell’alibi: Manna, De Laurentiis e l’ennesimo gennaio buttato proviene da PianetAzzurro.it, news sul Calcio Napoli e sul mondo delle scommesse.