Dalla fessura aperta nel valico di Rafah passa il codice non scritto dell’esilio
È una valvola di sfogo progettata per espellere, non per far circolare. Chi passa quel cancello, chi supera i controlli biometrici e si lascia alle spalle l’odore di morte di Khan Younis, sa perfettamente cosa sta firmando. Non c’è scritto sui lasciapassare, ma è inciso nella carne e nella memoria collettiva di ogni palestinese dal 1948 a oggi: uscire significa non tornare. Mai più
L'articolo Dalla fessura aperta nel valico di Rafah passa il codice non scritto dell’esilio proviene da Diritti Globali.