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Manifestazione di Torino: la situazione con questo governo sta degenerando

In esito a questo bailamme scaturito dalla manifestazione di sabato scorso a Torino, mi sono andato a rileggere un’intervista che feci nel 2022 per Altreconomia durante il governo Draghi (appoggiato, si badi bene, anche dalla cosiddetta “sinistra”). L’intervistato era l’avvocato Claudio Novaro, uno dei più quotati avvocati italiani nel campo della difesa (anche) dei cosiddetti “antagonisti”. Il quadro che egli fece fu a tinte molto fosche e dipingeva un potere (di qualsiasi colore politico) che reprimeva anche violentemente qualsiasi manifestazione che contestasse l’ordine costituito.

Sicuramente esemplare fu la costituzione a Torino di un apposito pool di magistrati per contrastare le contestazioni contro la grande, inutile, devastante opera che è la Tav Torino-Lione. In proposito, la Procura della Repubblica creò quel “teorema” che individuava addirittura una matrice terroristica nella lotta di contestazione all’opera. “Ci volle l’intervento della Cassazione per smontare quell’impianto accusatorio. In alcuni recenti procedimenti, poi, mi pare che ci sia addirittura un tentativo da parte della magistratura inquirente di qualificare come sovversivo chiunque si contrapponga violentemente alle decisioni della maggioranza parlamentare o del governo democraticamente eletti. Questo significherebbe che qualsiasi forma di protesta nei confronti di legittime decisioni assunte da Parlamento o governo diviene sovversiva se attuata con forme violente. Il che è davvero preoccupante.”

A ciò aggiungasi che gli organi di polizia godevano e godono tuttora di una sostanziale impunità. Impunità voluta bipartisan anche perché le forze dell’ordine durante le manifestazioni non hanno un codice identificativo sulla divisa e perciò è pressoché impossibile individuare tra loro i violenti. Questo nonostante che “il 19 settembre 2001, dopo i fatti del G8 di Genova, il Consiglio d’Europa avesse approvato il Codice etico europeo di polizia che, tra le altre cose, invitava gli Stati membri a far sì che nel corso di manifestazioni pubbliche ciascun agente di polizia fosse riconoscibile e identificabile. Nonostante questo, l’Italia non si è mai adeguata”.

Così ancora Novaro: “Polizia e una parte della magistratura sembrano quasi non aver metabolizzato che la protesta sociale è del tutto legittima, che accanto alle esigenze di tutela della sicurezza nel corso delle manifestazioni pubbliche vi sono quelle connesse alla partecipazione politica dei cittadini, che costituiscono a loro volta l’essenza stessa del sistema democratico.” Era il 2022 e il quadro era già preoccupante.

È sotto gli occhi di tutti che sicuramente con questo governo la situazione sta degenerando. Del resto è un governo il cui primo atto fu una norma per contrastare i rave party… La manifestazione di sabato scorso c’è stata per un atto a monte come la chiusura del centro sociale Askatasuna che non aveva alcuna ragion d’essere, e che potrei definire “una provocazione”.

“Negli anni, poi, Askatasuna è diventata, per l’attuale maggioranza politica (a livello locale e nazionale), una vera e propria ossessione, contrassegnata da reiterate richieste di sgombero e da una campagna di criminalizzazione a cui hanno dato sponda le forze di polizia (con frequenti perquisizioni e arresti di suoi aderenti), la Procura della Repubblica cittadina che si è spinta a istruire un processo per associazione a delinquere, dichiarata totalmente inesistente, all’esito del dibattimento di primo grado, dal Tribunale di Torino.” Così Livio Pepino, già magistrato, Consigliere di Cassazione e membro del Csm.

Era del tutto scontato che a seguito della chiusura del Centro, ci sarebbe stata una grande manifestazione, e altresì scontato che ci sarebbero stati dei violenti cani sciolti, visto che gli amici di Askatasuna non avevano alcun interesse che la manifestazione degenerasse. Violenti infiltrati, o provocatori, o chissà.

Magistratura inquirente infastidita da chi contesta l’ordine costituito; polizia che agisce di conseguenza e indisturbata; e oggi un governo inguardabile nei suoi membri che vuole sopprimere chi si permette di contestare una deriva sicuramente autoritaria. Questo il quadro. Preoccupiamoci.

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