Ivrea, al via il master in cure palliative, dal 2010 formati 200 professionisti
IVREA. È cominciata ieri, al Polo formativo, la nona edizione del master in cure palliative. Oltre 25 gli iscritti. L’obiettivo minimo era di 15, il fatto che ci siano state adesioni testimonia l’interesse ad approfondire un argomento sensibile. Dalla prima edizione, nel 2010, sono circa 200 i professionisti già formati, 30 nell’ultima, dove è stato organizzato anche un tirocinio a Parigi e diversi iscritti provenivano da fuori Piemonte.
Valerio Dimonte, presidente del master, sottolinea il ruolo dell’Università: «Si pensa a volte l’Università come un luogo scollegato dalla società, invece in questo caso, da quando abbiamo messo in piedi il corso di laurea in Infermieristica a Ivrea, c’è un bell’esempio di rapporto forte tra le esigenze che arrivano dal territorio e la risposta formativa. In questo caso non è che le competenze date da questo master servano solo in Canavese, ma qui abbiamo trovato le condizioni per poter anche in maniera stabile riuscire a fare questo percorso nel tempo». Fondamentale il ruolo di Fondazione Faro: «Il finanziamento di questo master (100mila euro) è parte di un accordo più ampio con l’università – spiega Luigi Stella, direttore generale Fondazione Faro –. Questo denaro fa parte del lascito del professor Cornaglia, indirizzato tra le altre cose anche alla formazione. Ma noi lo facciamo anche perché crediamo che sia il nostro compito, il compito di un ente del terzo settore moderno: dare qualcosa che non serva soltanto a noi, ma sia per tutto il mondo delle cure palliative e il mondo sanitario». Stella è ulteriormente incisivo: «Per noi la formazione è l’unico modo per far capire che l’esperienza, da sola, non basta, e per cercare talenti in sanità. Detto in altri termini: la formazione è una grandissima opportunità».
Patrizia Dal Santo, vicesindaca e assessora ai Sistemi educativi sottolinea: «Mi fa sempre piacere partecipare a questi momenti, in una sede universitaria molto aperta al territorio, capace di offrire molte occasioni di riflessione. Mi fa piacere che ci siano molti studenti che si iscrivono a questo master e siano interessati agli aspetti più umani della relazione, all’attenzione della persona nella sua interezza».
Paola Di Giulio ha diretto il master: «Alcune esperienze di formazione non sono solo professionali, ma di vita perché le riflessioni che si fanno in questo master, anche su se stessi, sono un bagaglio per il quale gli studenti continuano a ringraziarci». Eugenia Malinverni ha progettato il master fin dall’inizio e lo coordina con Valentina Tiozzo: «Sempre più le cure palliative e il valore del terzo settore sono profondamente integrati con la comunità – dice –. Una comunità che oggi ha bisogno di ritrovare degli elementi innovativi per tornare a stringere dei legami forti, soprattutto davanti al tema della perdita». Tra le curiosità, diversi professionisti che operano nel settore dell’emergenza si iscrivono a questo master «e fa pensare – osserva Malinverni – a come si senta il bisogno di umanizzazione anche in questi contesti con tempi differenti rispetto all’erogazione di cura mente questo è un intervento che chiaramente si sviluppa nella cronicità comunque nella direzione dell’evolutività e dell’irreversibile». —