Edi Rama dopo l’incontro col Papa: “Su migranti e hotspot c’è un’ossessione mediatica tutta italiana. Dal Vaticano nessun commento”
Dopo la visita di Edi Rama in Vaticano e l’incontro con Papa Leone XIV La Stampa ha avuto un colloquio col premier albanese. Intervista a tutto campo che ha riguardato anche gli hotspot in Albania. Rama però ha risposto disinnescando ogni tentativo di polemica.
Alla domanda dell’intervistatrice: “Ci sono state raccomandazioni dalla Santa Sede sui centri per i migranti? Il Vaticano è sempre stato contrario. I centri albanesi sono sempre semi vuoti, i carabinieri stazionano negli hotel a 5 Stelle…”, Rama ha risposto in modo categorico. “È un’ossessione mediatica tutta italiana, non l’ho riscontrata sotto le volte vaticane. Mi guardo bene dal fare il commentatore della politica italiana e posso anche sbagliarmi, ma non mi pare che i tanti attacchi rivolti a Giorgia sui centri abbiano funzionato meglio dei centri stessi. D’altra parte, l’effettivo funzionamento non dipende dal governo italiano, ma da alcuni necessari cambiamenti che devono maturare a livello Ue”.
Dall’ossessione mediatica italiana all’Ucraina
Sul conflitto in Ucraina, che compie a febbraio 4 anni, “un tavolo di negoziati dolorosi è l’unica soluzione. Al più presto”, aggiunge il premier albanese. Cosa servirebbe per far finire la guerra in Ucraina? “Ciò che un mio grandissimo amico, uno dei pochi grandi saggi rimasti della politica italiana, Massimo D’Alema, mi ripete fin dal primo giorno della guerra: un tavolo di negoziati dolorosi, che più si rimandano, più diventano dolorosi” spiega Rama.
Edi Rama: “Sui modi di Trump inutile e autolesionista esprimere giudizi”
“Certo che crediamo nelle Nazioni Unite – afferma ancora -, come importante unità d’intenti, ma credo sia difficile oggi trovare una sola anima soddisfatta del modo in cui l’Onu funziona. Il Board of Peace è un’idea nuova, da esplorare per molte ragioni, non un motivo per sostituire l’Onu”. Come giudica il modo in cui il presidente Usa sta cambiando l’assetto mondiale? “Dal punto di vista di chi guida un Paese europeo – aggiunge -, trovo inutile e autolesionista perdere tempo a esprimere giudizi sui modi del presidente Usa. Il tempo per cambiare l’Europa è l’unica cosa che non abbiamo, e dobbiamo trovarlo, se non vogliamo condannarci all’irrilevanza definitiva”. Come giudica l’Europa oggi? “Divisa e persa. Non la giudico, la soffro e la amo”. Quali i progetti futuri con l’Italia? “Continuiamo a lavorare sul gemellaggio energetico – conclude Rama -, che va dall’interconnessione sottomarina all’aumento della produzione di energia rinnovabile per rifornire l’Ue, fino alle esplorazioni di Eni sul nostro territorio, tra gas e petrolio”.
L’accordo con Eni
Edi Rama parla anche di Eni e di Claudio Descalzi, che definisce “una delle menti più brillanti al mondo nel settore dell’energia, di quegli italiani che si incontrano quasi solo nei libri”. “Claudio è anche il nonno di un bambino metà albanese: suo figlio, apparentemente intelligentissimo, ha sposato una nostra ragazza – aggiunge -. Continuiamo a lavorare sul gemellaggio energetico, che va dall’interconnessione sottomarina all’aumento della produzione di energia rinnovabile per rifornire l’Ue, fino alle esplorazioni di Eni sul nostro territorio, tra gas e petrolio”, spiega Rama.
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