Mosca, spari contro il generale Alekseyev: chi è il vice capo dell’intelligence militare russa
Il generale Vladimir Alekseyev, numero due dell’intelligence militare russa (Gru), è stato ferito a colpi di arma da fuoco nella mattinata del 6 febbraio a Mosca. Secondo quanto riferito dal Comitato Investigativo russo, un sicario non identificato ha aperto il fuoco contro l’alto ufficiale all’interno di un condominio situato su viale Volokolamskoe, per poi riuscire a fuggire.
Alekseyev è stato immediatamente trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sono state rese note in modo dettagliato, mentre le autorità hanno avviato un’indagine per ricostruire dinamica e movente dell’attacco.
Chi è Vladimir Alekseyev: una figura chiave del Gru
In carica dal 2011, Alekseyev è uno dei vertici più longevi e influenti dello Stato Maggiore russo. La sua carriera è strettamente legata ad alcuni dei dossier più sensibili degli ultimi anni, che hanno proiettato l’intelligence militare russa al centro delle tensioni con l’Occidente.
Dal 2016 il generale è sottoposto a sanzioni statunitensi per il presunto coinvolgimento nei cyberattacchi legati alle elezioni presidenziali americane. Nel 2019 anche l’Unione europea lo ha inserito nella lista dei sanzionati in relazione all’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Julia a Salisbury, nel Regno Unito.
Dal dossier Wagner ai negoziati sull’Ucraina
Il nome di Alekseyev è tornato alla ribalta internazionale nel giugno 2023, durante l’ammutinamento del gruppo mercenario Wagner. In quella fase critica, insieme al viceministro della Difesa Yunus-Bek Yevkurov, il generale fu incaricato di gestire i contatti con Yevgeny Prigozhin, nel tentativo di disinnescare la cosiddetta “marcia su Mosca”.
Attualmente Alekseyev ricopre il ruolo di vicecapo del dipartimento guidato dall’ammiraglio Igor Kostjukov, responsabile della delegazione russa impegnata nei negoziati di pace con l’Ucraina ad Abu Dhabi. Un incarico che rende l’attentato particolarmente delicato dal punto di vista politico e diplomatico.
La reazione del Cremlino e le accuse a Kiev
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha confermato che i servizi di sicurezza sono già al lavoro per individuare i responsabili dell’attacco.
Più duro il commento del ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che ha collegato direttamente l’attentato ai colloqui di pace in corso. Secondo Lavrov, l’episodio dimostrerebbe “la determinazione del regime di Zelensky nel provocare continuamente, con l’obiettivo di far saltare il processo negoziale”.