“Hei! È il tuo momento questo”. Le nuove e-mail inviate a Epstein (con report governativi riservati) che incastrano il principe Andrea
La polizia sta valutando le accuse contro Andrea Windsor-Mountbatten “come previsto dalle procedure”. Il sangue blu questa volta difficilmente potrà salvare il fratello di re Carlo III che ha valicato il confine della questione morale entrando dritto nel campo dell’ipotesi di reato attraverso lo “sfruttamento spietato” della sua posizione privilegiata per “stringere il legame con Jeffrey Epstein”. A congiurare contro l’ex principe ci hanno pensato gli ultimi contenuti dei Files che mostrerebbero come colui che, all’epoca dei fatti, operava per conto del governo in qualità di inviato speciale per il commercio, non abbia avuto alcuna remora nel condividere con il faccendiere americano le informazioni delicate alle quali aveva accesso.
Nelle e-mail scambiate tra i due nel 2010, questa volta non si è parlato di “cene eleganti” con ragazze dai tratti esotici o modelle di Bucarest, ma di report precisi realizzati per conto del governo, che pagava i viaggi del duca di York con i soldi dei contribuenti per fare affari e tessere relazioni, vantaggiose, per il Paese. Andrea era appena rientrato da una serie di missioni in Asia, con tappe tra il Vietnam, Hong Kong e Singapore. Alle 14.58 del 30 novembre di 16 anni fa, Amit Patel, il suo consigliere particolare per il commercio gli inviava una e-mail contenente una serie di report dettagliati sulla missione in Asia. Nell’allegato si potevano trovare tutti i contenuti dei colloqui e delle prospettive di commercio aperte dalla “visita nel Sud Est asiatico”. Alle 15.02, quella stessa e-mail ed il suo allegato venivano girati alla casella di posta elettronica di Jeffrey Epstein che, tra l’altro, proprio in quei giorni stava ospitando il principe nella sua casa di Manhattan.
Lo stesso accadde anche nel 2010 quando la corrispondenza tra i due portò Andrea a condividere informazioni confidenziali su possibilità di investimento aperte nella regione Helmand, in Afganistan. Ed ancora: durante un viaggio negli Emirati Arabi fatto insieme alla regina Elisabetta II e al principe Filippo, Andrea si sarebbe addirittura spinto a fare azione di lobby per conto di Epstein. Nella e-mail spedita al rientro da Abu Dhabi, secondo quanto riportato dal Times, Andrea gli avrebbe scritto: “Hei! È il tuo momento questo. Lui pensa che tu sia un grande e ti vuole presentare allo sceicco Mohammed, il Principe”. “Lui” sarebbe stato l’allora ministro degli Esteri degli Emirati, ovvero Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan.
A rendere particolarmente grave la situazione per un uomo che ha sempre negato ogni addebito nei suoi confronti è che, questi dettagli sul tipo di relazione condivisa con il faccendiere americano ricalcano esattamente le dinamiche che sono costate la testa dell’ex ambasciatore britannico a Washington e che ora hanno messo sulla griglia il primo ministro Keir Starmer che sta cercando di serrare le fila per salvarsi la poltrona, mentre i sondaggi ed una buona parte dei laburisti lo hanno già scaricato. Anche l’ex Lord Mandelson, ai tempi nei quali era Segretario per il Business nel governo Labour di Gordon Brown, aveva condiviso informazioni sensibili e molto riservate con Epstein. La polizia, alla fine della scorsa settimana ha avviato dei sopralluoghi nelle sue abitazioni alla ricerca di tutte le fonti di prova utili all’indagine avviata nei suoi confronti. Difficilmente l’opinione pubblica del Paese ora potrà accettare che per un membro della famiglia reale si agisca secondo regole diverse. Spinta dalle indicazioni emerse nelle e-mail pubblicate dai quotidiani, la Thames Valley Police, una forza di polizia regionale che opera tra Inghilterra e Galles, sta valutando se e come procedere. E a prendere le distanze è lo stesso Re Carlo III che si dice “pronto a collaborare con la polizia”, fa sapere Buckingham Palace.
Nel 2019, seduto su una poltrona davvero scomodissima, un orgoglioso duca di York, affermava davanti alle telecamere della Bbc di aver interrotto ogni rapporto con Jeffrey Epstein e di essersi recato in America solo un’ultima volta per dirgli addio. Da lì le foto mentre camminavano dentro a Central Park. Oggi, chi si è detto davvero scioccato davanti queste nuove evidenze è Sir Vice Cable, ovvero il Segretario agli Affari in carica in quel periodo e l’uomo che nel 2011 fece forti pressioni affinché Andrea si dimettesse da un ruolo per il quale oggi ribadisce, “Non aveva fatto nulla di utile”, anzi, “lo aveva chiaramente sfruttato”. La nomina ad inviato speciale per il commercio e per gli investimenti da parte del governo era arrivata nel 2001, ma non passò molto tempo prima che il principe si guadagnasse il soprannome: “Air Miles Andy”, facendo riferimento alle tante miglia accumulate in volo, con la scusa delle missioni. Il ruolo non era retribuito, ma i costi erano comunque spesati e non fu difficile per Cable sbarazzarsene dopo che Andy era stato coinvolto nel caso Epstein attraverso le accuse di abusi sessuali fatte da Virginia Giuffrè. Ora è ancora Cable a chiedere la pubblicazione di tutti gli atti e dei documenti dell’epoca, ma tutto ciò che esiste di ufficiale sulle attività dell’inviato per il commercio, in base alla legge, resterà sigillato fino al 2065.
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