Stellantis, Moody’s e S&P tagliano il rating dopo le svalutazioni record annunciate venerdì
Stellantis becca una doppia bocciatura dalle agenzie di rating dopo le svalutazioni record annunciate venerdì che sono costate 22 miliardi di euro e un tonfo in Borsa al gruppo franco-italiano guidato dalla famiglia Agnelli-Exor. Una nuova strategia sull’elettrico con oneri per 22,2 miliardi di euro nel 2025, una perdita tra i 19 e i 21 miliardi di euro nel secondo semestre dell’anno, accompagnata dallo stop ai dividendi nel 2026 e dall’emissione di 5 miliardi di bond ibridi perpetui non convertibili: questi gli annunci arrivati venerdì dai vertici del gruppo che non sono piaciuti a Moody’s e Standard&Poor’s.
Moody’s ha bocciato Stellantis, facendo scendere il rating da Baa2 a Baa3 con outlook stabile. S&P ha invece tagliato il rating da BBB a BBB- con outlook negativo. Le motivazioni dietro il downgrade del rating sono state spiegate da S&P con una nota: “L’outlook negativo riflette il rischio che la forte concorrenza, l’aumento della quota di veicoli elettrici a batteria in Europa, che riducono i margini, e una ripresa dei volumi più lenta del previsto o costi più elevati in Nord America possano impedire a Stellantis di raggiungere un margine di Ebitda rettificato intorno al 7% e un rapporto Free Operating Cash Flow/vendite ben superiore all’1% entro la fine del 2027″.
Dello stesso avviso, anche se più ottimista, Moody’s: “La scelta è stata determinata dalla pubblicazione dei risultati preliminari dell’azienda per il 2025, che indicano una significativa revisione al ribasso della redditività e del flusso di cassa per il 2025 e oltre, contrariamente alle nostre aspettative”, spiega l’agenzia. L’azione riflette “l’aspettativa che l’azienda continuerà a generare un flusso di cassa libero negativo, secondo gli standard di Moody’s, nel 2026 e che il recupero dei margini richiederà più tempo del previsto. Inoltre, permane l’incertezza sulla traiettoria di recupero dei margini EBIT rettificati da Moody’s, anche nel contesto di una profonda revisione strategica che la società sta attualmente effettuando”. In conclusione Moody’s, “date le prospettive incerte relative ai tempi e all’entità del ritorno a una generazione di FCF positiva e al miglioramento della redditività, il rating Baa3 di Stellantis è attualmente in una posizione debole”.
L’agenzia di rating, però, tiene a specificare che “questi sviluppi negativi e l’incertezza circa l’entità dei miglioramenti operativi sono in qualche misura mitigati dal fatto che la società non distribuirà dividendi nel 2026 e dalla sua intenzione di emettere fino a 5,0 miliardi di euro di titoli ibridi, che contribuiranno a rafforzare il profilo di liquidità ancora solido della società. Il profilo di liquidità di Stellantis sostiene l’outlook stabile del rating, che tuttavia si basa sull’aspettativa che la società torni a livelli di redditività positivi entro la fine del 2026, sostenuta dal lancio di nuovi modelli e dal proseguimento dei miglioramenti della struttura dei costi”.
Le modifiche al rating di Stellantis arrivano dopo il crollo storico di venerdì 6 febbraio, con un -25% che ha scosso il mercato, e il timido tentativo di recupero di lunedì 9. Stellantis è riuscita a centrare un primo rimbalzo nella giornata di martedì 10: il titolo è arrivato a guadagnare oltre il 6% a Piazza Affari, risalendo sopra quota 6,5 euro, mentre le agenzie di rating continuano a monitorare e ad aggiornare le proprie valutazioni alla luce delle indicazioni fornite dal gruppo guidato da Antonio Filosa.
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