Ivrea. Cercansi due accertatori della sosta per il debutto del 1º car sharing pubblico
Ivrea
Ivrea parcheggi cerca due nuovi accertatori della sosta per prepararsi al lancio del car sharing previsto tra primavera e inizio estate. Le domande, ancora possibili fino a domenica 22 tramite il sito internet, mirano a integrare un organico fermo da una ventina di anni in vista di un ampliamento del servizio ispirato a fare di Ivrea parcheggi una sorta di “agenzia per la mobilità” tutta eporediese.
«La società di Ivrea parcheggi attualmente conta cinque persone – dettaglia Carmine Larosa –, il sottoscritto come responsabile amministrativo e quattro accertatori su strada, contro le sette unità del 2021 e un massimo storico di 13 dipendenti. Non si tratta di sostituire pensionamenti: le ultime assunzioni risalgono ai primi anni Duemila e i due futuri nuovi addetti andranno ad ampliare il servizio». Ma non si occuperanno solo del car sharing: «Qui tutti fanno tutto».
La prospettiva della stabilizzazione
Le due figure saranno inquadrate come accertatori della sosta e inserite in organico con un ruolo che spazia dal controllo dei parcheggi alla gestione quotidiana delle attività. È proposto un inquadramento coerente al Contratto collettivo nazionale Terziario Commercio, a tempo determinato di un anno, part‑time fra 20 e 25 ore settimanali (dal lunedì al sabato), e la possibilità – legata all’andamento del servizio – di «stabilizzazione a tempo indeterminato, in linea con la prassi aziendale». L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione, precisa Larosa guardando avanti, «è trasformare Ivrea parcheggi da semplice gestore dei parcheggi ad agenzia di mobilità, una realtà cioè capace di offrire servizi aggiuntivi di trasporto condiviso e, in prospettiva, anche un bike sharing». Prima di diventare operativi, i neo assunti dovranno seguire un corso di 30‑40 ore organizzato da enti specializzati o dal comando di polizia locale, al termine del quale il sindaco emetterà il decreto di nomina.
Le mansioni
Da un punto di vista giuridico, infatti, gli accertatori della sosta dipendono dalla partecipata comunale Ivrea parcheggi, ma operano con qualifica di pubblico ufficiale nell’esercizio delle loro funzioni, su delega del sindaco e sotto il coordinamento operativo della polizia municipale. Controllano il pagamento della sosta nelle aree blu (1.105 stalli in totale) e da settembre 2024 anche la corretta occupazione degli stalli bianchi a disco orario (90 tra via Di Vittorio, via Jervis, piazza Lamarmora e pochi altri), i posteggi carico-scarico e gli stalli riservati ai disabili. Spetta a loro anche la manutenzione dei parcometri, e sono sempre loro a gestire la raccolta e la contazione delle monete. Un compito spesso percepito in modo ostile (nel 2025 tra blu e bianchi hanno emesso 8mila contravvenzioni) perché per i cittadini «loro sono quelli che fanno le multe, quando in realtà una parte del lavoro è anche informativa: spiegare le modalità di pagamento, l’uso delle app e, quando possibile, applicare buon senso nei casi limite, come accade con chi va a cambiare le monete proprio mentre arriviamo noi o, se si tratta di un corriere, se lo stesso sta scaricando la merce». Quanto all’imminente car sharing, le auto saranno gestite, pulite, ricaricate e manutenute sempre da Ivrea parcheggi sulla base dell’accordo siglato con il Comune, che lo scorso dicembre ha deliberato una compartecipazione di spesa di 24.500 euro per supportare i primi tre anni sperimentali.
L’esordio della mobilità condivisa
Larosa chiarisce come il primo step verso un modello di mobilità urbana condivisa, se da un lato richiede in primis il potenziamento dell’organico che lo renderà possibile, dall’altro sta prendendo forma nei suoi aspetti concreti di fruizione da parte dell’utenza. Alcuni elementi di base sono già stati definiti. Come il fatto che il car sharing di Ivrea sarà di tipo “station based” (con parcheggio dedicato), sul modello del servizio Cinque già attivo in altre città del Piemonte con la società 5T Torino: l’utente prenota via app, preleva l’auto da una stazione dedicata e almeno per un primo periodo «la dovrà riportare nello stesso punto in cui l’ha presa». Nella fase iniziale saranno previste due auto ibride di segmento utilitaria, con avvio operativo indicato tra maggio e giugno, «in funzione anche della disponibilità delle vetture a noleggio e della localizzazione delle due stazioni di sosta». E da qui si potrebbe arrivare all’introduzione del bike sharing pubblico.
Riguardo la volontà di gettare le basi di una mobilità sostenibile e condivisa, che funga da opzione ulteriore agli occhi dei turisti e di quanti non respingono l’idea di alleggerirsi delle spese per l’auto, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Matteo Chiantore ha fin dai tempi del suo insediamento operato una scelta di campo netta, sicuramente coraggiosa.
E lo ha fatto partendo da alcuni numeri utili a comprendere l’impatto del traffico sulla qualità dell’aria di una città di provincia, come Ivrea, sempre meno popolosa ma mal collegata: Ivrea ogni giorno registra tra i 112.000 e i 120.000 spostamenti in auto, buona parte dei quali atti a coprire tragitti molto brevi. E conta 72,5 auto ogni 100 abitanti, un numero sbalorditivo. Nel 2011 un primissimo car sharing era stato introdotto senza successo, però erano altri tempi e la consapevolezza collettiva viaggiava su altri binari. Nel mentre, Turismo Torino provincia l’estate scorsa ha testato il servizio di bike sharing con base in piazza Ottinetti, funziona bene la navetta gratuita Unesco-Cinque laghi da giugno a settembre, e meno di un anno fa il Comune presentava il Piano urbano per la mobilità sostenibile, con una settimana focalizzata sulle singole misure e la visione di insieme sottostante spiegata dagli esperti durante gli incontri con i cittadini. Ora, oltre ai costi all’utenza, del car sharing sarà importante conoscere la localizzazione dei parcheggi dedicati, perché da questa andrà a dipendere chi ne farà uso e per cosa, se per piccoli spostamenti attorno al centro, i collegamenti centro-quartieri, l’area commerciale di corso Vercelli, i servizi o i luoghi di interesse turistico.