Immigrazione, Meloni: «Si approvi subito il ddl. Chi ci criticava ora dia una mano»
«Abbiamo potuto mantenere un altro impegno che avevamo preso con i cittadini nel nostro programma di governo del centrodestra: cioè la possibilità, in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale (come il rischio di terrorismo ma anche una pressione migratoria eccezionale), di impedire l’attraversamento delle acque territoriali italiane e di condurre i migranti che sono a bordo di quelle imbarcazioni, sottoposte all’interdizione, anche in Paesi terzi», ha dichiarato l’inquilina di Palazzo Chigi, per poi aggiungere: «Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente queste norme». «Vediamo quante delle forze politiche che vengono in tv a dire che il governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte anche a darci una mano per garantire quella sicurezza. Noi ce la stiamo mettendo tutta, speriamo solo che tutti facciano la loro parte senza creare ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico», ha concluso il presidente del Consiglio.
Opposizioni contro la stretta sui Cpr
Le opposizioni, intanto, sono sul piede di guerra, sostenendo che il ddl limiterebbe i poteri ispettivi dei parlamentari all’interno dei Cpr. «Scorrendo gli articoli del ddl sull’immigrazione approvato dal cdm abbiamo appreso con sconcerto che c’è una norma volta a limitare i poteri ispettivi dei parlamentari all’interno delle strutture di detenzione per i migranti. Chiediamo un intervento del presidente della Camera per stralciare questa norma che limita una prerogativa parlamentare che trova il suo fondamento nel dettato costituzionale», ha tuonato Riccardo Magi di Più Europa. «I Cpr sono buchi neri del diritto e il governo vuole negare ai parlamentari la possibilità di verificare le condizioni in cui vengono detenute persone che non hanno commesso alcun reato», ha affermato, dal canto suo, Francesca Ghirra di Avs. «Di fatto viene limitato in modo molto significativa il diritto dei parlamentari di accedere ai Cpr e rendersi conto della situazione», ha anche detto il dem Matteo Mauri, che ha chiesto ai presidenti delle Camere di «difendere le prerogative democratiche dei parlamentari». «Bisogna tutelare il diritto del parlamento stesso», ha inoltre dichiarato Alfonso Colucci del Movimento 5 stelle.
La posizione delle Ong e le critiche sul diritto d’asilo
Contrarie al ddl, neanche a dirlo, si sono mostrate le Ong. «Troviamo inaccettabile che il governo consideri una minaccia alla sicurezza nazionale le persone che rischiano di annegare nel Mediterraneo e le persone che tentano di salvarle. Queste norme non rendono lo Stato più sicuro. A mettere in pericolo lo Stato di diritto è invece il governo, che sceglie di sospendere la legalità nelle città e in mare, di limitare il diritto d’asilo, di criminalizzare chi manifesta o chi salva vite», hanno affermato, in una nota congiunta, Alarm Phone, Emergency, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, ResQ People Saving People, Sea-Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee.
Sorveglianza integrata e rimpatri accelerati
Ricordiamo che, secondo quanto sottolineato l’altro ieri da Palazzo Chigi, il provvedimento «valorizza le misure di prevenzione alle frontiere, attuando una strategia di difesa dei confini che mira a ridurre drasticamente le partenze irregolari». In particolare, il testo istituisce «un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie», accelerando inoltre le procedure di rimpatrio alla frontiera per soggetti con «domande manifestamente infondate». Si tratta, insomma, di una stretta all’immigrazione clandestina, finalizzata a incrementare la deterrenza nei confronti dei flussi migratori irregolari.