Vigevano, il pusher: «Meglio in galera che con mia moglie»
VIGEVANO. «Piuttosto che tornare ai domiciliari con mia moglie preferisco andare in carcere». È con questa frase, secca e spiazzante, che Serjane Ben Naaoui, 55 anni, ha chiuso il suo intervento davanti al giudice Fabio Lambertucci nel processo per direttissima dopo l’arresto con l’accusa di detenzione di stupefacenti. Un’uscita che fotografa meglio di qualsiasi verbale la parabola di un uomo senza fissa dimora, pregiudicato, finito in manette nel pomeriggio dell’altro giorno dopo l’intervento dei carabinieri della radiomobile di Vigevano.
Cosa è accaduto
Tutto comincia alle 16.30, quando alla centrale operativa arriva una telefonata concitata: un uomo minaccia di togliersi la vita.
I militari raggiungono in pochi minuti l’appartamento segnalato, nella zona di viale Montegrappa vicino allo stadio. Alla porta si trovano davanti il 55enne che, all’apertura, brandisce una mannaia con lama di 42 centimetri. Attimi di tensione, poi il gesto inatteso: l’uomo posa l’arma sul tavolo della sala da pranzo e permette ai carabinieri di entrare e mettere in sicurezza l’alloggio.
È all’interno che l’intervento cambia direzione. Su un comodino saltano agli occhi due involucri di cocaina. Scatta la perquisizione domiciliare, eseguita con le garanzie di legge, nell’abitazione che il 55enne occupava abusivamente.
Il bilancio è pesante: un grammo di cocaina già suddiviso in dosi, 270 grammi di hashish nascosti in una scatola e divisi in tre panetti, oltre a un coltello a serramanico trovato nella tasca del giubbotto. Sequestrata anche la mannaia.
Arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, il 55enne marocchino è comparso ieri per il processo per direttissima dopo una notte in camera di sicurezza. In aula ha provato a spiegare: «Ho tutta quella hashish perché la baratto per avere la cocaina. Ne faccio un uso intenso». Risulta domiciliato a San Martino Siccomario, ma l’idea dei domiciliari non lo convince. La pm Antonella Santi ha chiesto la custodia cautelare in carcere, sottolineando i precedenti penali. Il tribunale ha accolto la richiesta motivandola proprio con il fatto che l’uomo aveva già precedenti specifici. Difeso d’ufficio dall’avvocato Alessandro Bozzi, Ben Naaoui è stato quindi trasferito nel carcere di Torre del Gallo, a Pavia.
Il processo riprenderà a marzo.