Carnevale Ivrea, Valentina Campesato, una Violetta forte e dolce: «Libertà e indipendenza i miei valori»
IVREA. «Cosa rappresenta la figura della Mugnaia? Due parole su tutto: libertà e indipendenza. È questo il suo messaggio, forte e potente». Parola di Valentina Campesato, 33 anni, Violetta 2026 dello Storico carnevale di Ivrea. Nata a Ivrea il 18 giugno 1992, segno zodiacale gemelli, scuola materna San Michele, primaria a Cascinette e superiori all’Iis Cena, dove si è diplomata in ragioneria. Di Ivrea, impiegata amministrativa, Valentina Campesato è figlia di Bruno Campesato, uno dei fondatori della Fagiolata Cuj dij vigne, a sua volta nel direttivo del gruppo, sposata con il commercialista Manuel Mantovani, 38 anni.
Sui valori di Violetta ha le idee chiare: «Penso che il simbolo della Mugnaia sia così sentito perché, oltre ad essere portatrice dei valori legati alla libertà e all’indipendenza, è caratterizzato da un affascinante velo di mistero e magia», dice. Poi si ferma e riflette un attimo, proprio su quel velo. E aggiunge: «Questo è, per lo meno, questo è quello che ho sempre provato io. Mi sono sempre persa ad immaginare cosa succedesse “dietro le quinte” di Violetta, come lei vivesse queste settimane fino al sabato sera, quando la sua identità viene svelata e la folla la acclama sul balcone. E pensare che questa volta tocca a me, mi pare davvero incredibile, un sogno, un’emozione indescrivibile».
UN MESSAGGIO POTENTE
Per lei parlano gli occhi, che brillano e lottano per cacciare indietro le lacrime di commozione che continuano ad affacciarsi. Abito bianco, berretto rosso, fascia verde, la sciabola. E il silenzio di Violetta che, nei giorni di Carnevale non ha voce. Ma forse non ha bisogno di quella voce, basta la gestualità di quel simbolo.
LIBERTÀ E INDIPENDENZA
Libertà e indipendenza. Valentina Campesato è una giovane donna con le idee molto chiare sul presente e il suo futuro: «Libertà è una parola a me molto cara. Una sensazione che conosco bene, perché ho avuto la fortuna di ricevere dalla mia famiglia un’educazione rigida, ma che al tempo stesso mi ha permesso di crescere e maturare in libertà». «Sono grata – riflette – di essere stata educata così, con quei valori». Libertà e indipendenza. «Sì, io sono sempre stata molto seguita e appoggiata dalla mia famiglia, ma sono sempre stata libera nelle mie scelte, anche di sbagliare. E questa è la stessa condizione che ho trovato con Manuel». Eccolo Manuel. Manuel Mantovani è accanto a lei «ed è bellissimo vivere con lui queste settimane, con il nostro segreto». Valentina Campesato e Manuel Mantovani si sono sposati il 31 agosto 2024 a Ivrea, e la coppia ha piantato il pich allo scorso Carnevale, a San Salvatore. Ma prima di arrivare alla loro storia insieme torniamo ancora a quel libertà e indipendenza. Le parole di Violetta. I valori della vita di Valentina. «Sono i valori che ho trovato nella famiglia di Manuel – dice – . Libertà assoluta e consapevolezza dei valori e dei sentimenti che ci legano. Ed è un po’ quello che io vedo nel Carnevale: chi è arancere, chi fagiolaro, chi ufficiale, chi Abbà, chi spettatore: sono tanti modi vivere il nostro Carnevale, ma con un filo rosso che unisce tutti, che ci lega alle nostre tradizioni, al rituale meraviglioso che ogni anno si ripete». Accanto alla libertà, l’indipendenza. «È importante e fondamentale – afferma –. E fondamentale sentirsi donna prima che moglie. E continuare ad essere donna anche da moglie».
UN SEGRETO CHE UNISCE
Gli occhi di Valentina brillano alla domanda di quanto pesi il segreto della Mugnaia: «Tantissimo. Sono anni che gli amici ci fanno battute. Noi ci abbiamo sempre scherzato e io, in realtà, l’ho sempre sognato e sperato. Quest’anno è diverso. Non lo abbiamo detto a nessuno fino all’ultimo (e infatti in giro per Ivrea il suo nome non è mai girato, ndr). Abbiamo vissuto questo segreto Manuel ed io ed è una cosa che ci lega e ci unirà ancora di più per sempre». La sera che Valentina ha saputo di essere Mugnaia (il 6 gennaio scorso), sul tardi, lei e Manuel sono scesi a fare due passi fino in piazza di Città perché voleva vedere quel balcone. Valentina Campesato abita in via Corte d’Assise e quel balcone lo ha visto milioni di volte. «Ma quella sera era diverso – dice – perché non riuscivo a crederci che ci sarei salita io come Violetta e che in questo Carnevale non sarei stata in piazza come sempre, con il naso all’insù».