Meloni torna a Niscemi dopo il ciclone Harry: 150 milioni, commissario straordinario e decreto immediato
A meno di tre settimane dalla prima visita del 28 gennaio, Giorgia Meloni è tornata oggi a Niscemi per una nuova ricognizione nelle aree devastate dal ciclone Harry. Un ritorno che vuole segnare un cambio di passo: meno sopralluoghi simbolici e più atti concreti, con risorse stanziate e tempi definiti.
Accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, la presidente del Consiglio è atterrata in elicottero in Sicilia e, accolta dal sindaco Massimiliano Conti, ha effettuato un sopralluogo nella zona rossa del Comune, incontrando anche un gruppo di sfollati all’interno del Municipio.
Vertice operativo in Municipio: case, sfollati e viabilità al centro
L’ingresso in Municipio è stato seguito da un vertice operativo con la Protezione civile e le autorità locali, sulla scia di quanto già avvenuto nella precedente visita. Sul tavolo, le questioni più urgenti: la situazione delle abitazioni danneggiate, la ricollocazione degli sfollati e il ripristino della viabilità compromessa dal ciclone.
Nel corso della giornata, la premier ha in agenda anche un sopralluogo nelle altre aree costiere colpite dal maltempo, a testimonianza di un’emergenza che non riguarda solo Niscemi ma un’ampia porzione del territorio siciliano.
Il sindaco Massimiliano Conti ha comunicato che procederà alla nomina della commissione incaricata di valutare le istanze per ottenere contributi e ristori previsti dall’ordinanza di Protezione civile, un passaggio chiave per tradurre gli annunci in sostegni effettivi alle famiglie colpite.
“Ricostruzione e indennizzi sono la priorità”
“Ricostruzione e indennizzi” sono le parole chiave scandite da Meloni durante la visita. Un lavoro che la premier ha definito “molto complesso”, ma che il Governo intende portare avanti “in velocità”, evitando – ha sottolineato – quanto accaduto dopo la frana della fine degli anni Novanta, quando i tempi della ricostruzione si allungarono in modo eccessivo.
La presidente del Consiglio ha annunciato lo stanziamento di 150 milioni di euro per Niscemi e la nomina di un commissario straordinario, individuato nella figura del capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. “Mercoledì arriva il decreto che è immediatamente operativo, con i mezzi e le risorse”, ha assicurato.
Un punto su cui Meloni ha insistito riguarda la sicurezza: “Queste sono decisioni che si possono prendere su dati tecnici. Se io forzassi delle decisioni perché voglio dare delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza. Questo non lo voglio fare”.
Niscemi, ha aggiunto, è “il comune più monitorato d’Europa” e gli interventi previsti si muoveranno lungo tre direttrici: demolizione degli edifici compromessi, messa in sicurezza delle aree a rischio e acquisto di nuovi immobili.
Musumeci: “Ha mantenuto l’impegno”
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha rivendicato il ritorno della premier come segnale di continuità. “Ha mantenuto l’impegno che aveva assunto. Ha detto tornerò con più calma a Niscemi e l’ha fatto”, ha dichiarato a margine di un evento a Roma.
Musumeci ha parlato di un lavoro complesso e di un cronoprogramma in fase di definizione, sottolineando la necessità di affrontare non solo le conseguenze immediate del ciclone, ma anche il tema della prevenzione. “Bisogna guardare a tutto il resto, ai nuovi finanziamenti e alla necessità di correre”, ha aggiunto, lanciando un appello alle amministrazioni locali affinché investano con maggiore decisione nella messa in sicurezza del territorio.
Schifani: “Collaborazione fondamentale tra Governo e Regione”
Anche il governatore siciliano Renato Schifani ha espresso apprezzamento per il ritorno della presidente del Consiglio, parlando di “attenzione concreta verso le nostre comunità”.
Schifani ha ribadito che la collaborazione tra Governo e Regione Siciliana è “fondamentale per garantire risposte rapide ed efficaci”, assicurando che le risorse già messe in campo saranno integrate con nuovi strumenti di sostegno.
L’emergenza provocata dal ciclone Harry ha riaperto con forza il tema della fragilità del territorio siciliano, tra frane, dissesto idrogeologico e vulnerabilità delle aree costiere. La partita ora si gioca sui tempi: dalla rapidità dell’iter del decreto alla concreta erogazione dei ristori, passando per la messa in sicurezza strutturale.
La promessa del Governo è chiara: ricostruire in fretta, ma senza forzare le valutazioni tecniche. Per Niscemi, e per la Sicilia, la sfida è trasformare l’emergenza in un’occasione per intervenire in modo strutturale su un territorio troppo a lungo esposto al rischio.