WTA Dubai, Andreeva: “A volte mi dimentico di avere solo 18 anni. Provo entusiasmo per la difesa del titolo”
Il circuito femminile procede senza sosta, e dopo il pit stop a Doha, è già tempo per il secondo ‘1000 stagionale, che ha già preso vita in quel di Dubai. Toccherà alla baby star Mirra Andreeva difendere il titolo del Dubai Duty Free Tennis Championships, che rievoca straordinari ricordi alla numero 7 del mondo, la quale, negli Emirati Arabi, si laureò come la più giovane vincitrice di un torneo ‘1000, a soli 17 anni e 299 giorni.
“Molti si aspettavano che vincessi anche Miami”
Due mesi eccezionali, quelli di febbraio e marzo, durante la straordinaria annata 2025, che consacrò Mirra tra le big del circuito femminile, confermandosi un talento sovrannaturale anche a Indian Wells, dove sconfisse Aryna Sabalenka, collezionando un altro prestigiosissimo titolo nel giro di poche settimane. Ma quanto costa diventare ‘grande’ in un lasso di tempo così breve? I riflettori convergono su una ragazza appena maggiorenne, designata come la perfetta antagonista di Aryna e delle temibili colleghe. Ne deriva una pressione mediatica immensa, che nemmeno Andreeva è in grado di sopportare, e i mesi successivi a quel magico, doppio trionfo, non sono idilliaci: “Dopo Dubai e Indian Wells, ovviamente, è stato piuttosto impegnativo andare a Miami perché non avevo molto tempo per allenarmi lì. Inoltre, molte persone si aspettavano che vincessi anche a Miami. Quindi ho pensato: ‘Beh, sapete una cosa? Farò del mio meglio. Ma ovviamente senza promesse. E dopo è stato anche un po’ difficile perché la gente si aspettava che vincessi ogni singolo torneo a cui avrei partecipato – afferma Andreeva -. Quindi è stata un’esperienza nuova che ho vissuto per la prima volta nella mia carriera. E ora so anche come ci si sente e come affrontarla. Quindi immagino che sia stata una di quelle lezioni che devi imparare nella tua carriera per migliorare come giocatrice“.
“Credevo di sentire pressione nel difendere il titolo, ma provo solo entusiasmo”
L’estate di Mirra è stata ricca di “risultati a metà” ed eliminazioni premature, ma la classe 2007 russa ha ritrovato l’equilibrio all’alba della corrente stagione, tornando al successo ad Adelaide. L’Australian Open e la tappa di Doha, per la verità, sono andati al di sotto della aspettative, ma è giunto il momento di tirare fuori gli artigli, poiché in ballo ci sono ben 2000 punti da difendere: “Quando dovevo venire qui dopo Doha, pensavo che avrei sentito molta pressione nel difendere il mio titolo per la prima volta e nell’arrivare come campionessa in carica per la prima volta – ha confessato Mirra in esclusiva al The National -. Ma ora provo solo entusiasmo. Non so perché. Anche questo mi ha un po’ sorpresa. Ma penso che sarà la stessa sensazione che proverò a Indian Wells“.
“Non avevo molta voglia di lavorare. Abbiamo parlato con Conchita e…”
La sua ascesa verso il successo è stata talmente precoce da ‘costringerla’ a imparare in fretta come convivere in un mondo spietato, dove un giorno vieni glorificato, e un altro ricevi una pioggia di critiche. La legge del “From hero to zero”, insomma. Come accennato dalla stessa Andreeva durante l’intervista concessa al The National, dopo l’ingresso in top 10 da parte della neo diciottenne russa, ci si aspettava – erroneamente – che quest’ultima arrivasse costantemente in fondo ad ogni torneo, e aver collezionato alcune sconfitte inattese a fine 2025 ha nettamente cambiato l’umore della giovanissima Mirra, poco entusiasta persino di allenarsi durante la pre-season: “Non avevo voglia di lavorare molto – confessa, senza mezzi termini -. Quando abbiamo parlato con Conchita di ciò su cui entrambe volevamo lavorare, abbiamo praticamente detto che entrambe ci piaceva come gioco attualmente, solo che devo essere più costante in alcuni aspetti del mio gioco. E abbiamo lavorato molto sul mio servizio, sul mio gioco di volée, sul tocco, sul continuare a giocare in modo aggressivo. Quindi, solo qualche piccolo ritocco alle cose che faccio attualmente in campo”.
“Mboko? Non è molto bello avere una rivalità con qualcuno”
Mirra ha già imparato importanti lezioni, che vanno ben oltre lo sport, sfiorando un concetto dannatamente più grande ed elaborato, quello della vita: “A volte mi dimentico di avere solo 18 anni. E quando me ne ricordo, penso: perché mi stressa così tanto? Ho solo 18 anni. Ho tutta la carriera davanti a me. Quindi, a volte, quando me lo ricordo, le cose diventano più facili”. Andreeva, nel corso dell’intervista, ha anche parlato dell’entusiasmante rivalità con Victoria Mboko, talentuosissima tennista canadese che ha eliminato proprio Mirra nell’ultima trasferta, a Doha: “Penso che in futuro potremmo avere qualcosa di simile, perché ovviamente quest’anno abbiamo già giocato due volte l’una contro l’altra. E penso che ci saranno così tanti tornei in futuro che giocheremo l’una contro l’altra. Non è molto bello avere una rivalità con qualcuno. Ma se dovessi scegliere una giocatrice, è bello condividere questi momenti con lei perché la conosco da molto tempo, ovviamente. È una grande giocatrice, quindi non mi dispiace che ci sia qualcosa del genere in futuro“: