Tafferugli operai-polizia di fronte a una ditta di Marzano: ci sono feriti
Marzano. Tensioni con la polizia durante uno sciopero dei dipendenti della ditta Marr Scapa di Marzano, in provincia di Pavia. Stando alle prime ricostruzioni, nella mattina di martedì 17 febbraio un gruppo di circa 60 lavoratori aderenti all’agitazione ha partecipato a un picchetto di fronte ai cancelli dell’industria che opera nel settore della distribuzione alimentare soprattutto per la ristorazione. Un’azione di sciopero per rallentare l’operatività dell’impianto, strumento messo in atto dai lavoratori per far valere le proprie ragioni.
Da quanto si apprende, la protesta degli operai sarebbe cominciata già lunedì, mentre martedì mattina i vertici dell’azienda avrebbero chiamato la polizia per contenere la protesta. Ne sarebbero nate delle tensioni: «La polizia ha aggredito fisicamente i lavoratori che stavano protestando pacificamente» è il racconto di Mario Avila, coordinatore del sindacato Cobas che ha raggiunto il luogo della protesta. «Dopo una serie di incontri, l’azienda non ha rispettato gli accordi presi con i lavoratori in merito al contratto, ma ha preferito chiamare i poliziotti in maniera preventiva. Così è nata una protesta pacifica di fronte ai cancelli e siamo stati aggrediti. Stiamo parlando di lavoratori che difendono la loro condizione, non dei ladri». Stando alla ricostruzione dei sindacati, 4 o 5 lavoratori sarebbero stati soccorsi dalle ambulanze giunte sul posto.
Nel piazzale della ditta di Marzano sarebbero giunte almeno quattro camionette della polizia polizia anti sommossa, chiamate dall’azienda per sedare l’agitazione dei dipendenti, molti dei quali stranieri, che si sarebbero posizionati di fronte ai cancelli dell’impianto. Gli agenti sul posto avrebbero intimato ai lavoratori di spostarsi più di una volta, ma alla loro resistenza hanno deciso di utilizzare la forza, dopo trattative durate diverso tempo. Stando alle prime ricostruzioni, gli agenti si sarebbero limitati a spostare i manifestanti applicando la forza minima necessaria. «I lavoratori sono stati prese a manganellate senza motivo» è invece la versione del sindacalista dei Cobas.
Da quanto si apprende, ormai i fatti di martedì accadono dopo settimane di confronto tra lavoratori e azienda.