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Dalla salute riproduttiva a ictus e cancro, i medici italiani contro i danni da plastica: parte una campagna per la prevenzione

I medici italiani contro la plastica. È un fronte massiccio e inedito quello che si è formato a favore della “Campagna Nazionale per la Prevenzione dei Danni da Plastica per la Salute”, promossa dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE) e dalla Rete Italiana Medici Sentinella (RIMSA). Il gruppo di lavoro è formato da 43 specialisti coordinati da Maria Grazie Petronio, medica specialista in Igiene e Medicina preventiva, Epidemiologia e Sanità pubblica e Nefrologia.

Le sigle che aderiscono sono talmente tante che è quasi impossibile elencarle tutte. Tra queste, come collaboratori, la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), l’Associazione Medici Endocrinologi (AME), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI), mentre a dare il patrocinio, oltre al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ci sono la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), la Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane (FISM), il Sindacato Medici Pediatri di Famiglia (SiMPeF). Hanno poi aderito anche 43 ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, altri ordini professionali e numerose Federazioni, Società e Associazioni Scientifiche mediche e delle professioni sanitarie, come la Società Italiana Riproduzione Umana – SIRU – e poi i reumatologi, gli anestesisti pediatrici, gli epidemiologi, gli allergologi, alcune aziende sanitarie, 500 tra medici, farmacisti, biologi, docenti e una serie corposa di associazioni e comitati di cittadini.

Linee guida perché la “Spesa Sballata® diventi realtà”

La campagna prevede una serie di tappe e diversi gruppi di lavoro tematici. Uno dei progetti più importanti della campagna è quello “Spesa Sballata® – Dimensione Italia”, nato dall’incontro tra questo team e quello storico del progetto Spesa Sballata® della Provincia di Varese. Dal progetto è nato un documento che fornisce Linee di Indirizzo Igienico-Sanitarie per acquisti in contenitori riutilizzabili, coerenti con il Decreto Clima, la Direttiva europea SUP, fino al nuovo Regolamento UE 2024/1234 sugli imballaggi, che dal 2027 obbligherà gli esercizi ad accettare i contenitori portati dai clienti e dal 2028 a offrirne di riutilizzabili. Altri due progetti della campagna riguardano la plastica nello sport e, ovviamente, le scuole (“Abbiamo incontrato 7.200 bambini da Sondrio alla Sicilia”, spiega Petronio), dove il tentativo è anche quello di sensibilizzare le istituzioni scolastiche sui danni prodotti dall’eccessivo consumo di acqua in bottigliette di plastiche e cibi ultraprocessati e imballati in plastica erogati dai distributori automatici, “da sostituire con punti di erogazione dell’acqua di rete in spazi comuni, per ricaricare le borracce, invece di essere costretti a usare i bagni”, nota ancora Petronio. Altro filone significativo quello della plastica nella sanità, cioè soprattutto negli studi medici e negli ospedali. Ma i fronti tematici che la campagna affronta sono tantissimi e vanno dai materiali a contatto con gli alimenti (MOCa) all’esposizione alla plastica nei primi mille giorni di vita, dal rapporto tra Suv e inquinamento da plastica a quello tra plastica e abbigliamento, plastica e cosmetica. E poi: microplastiche e fertilità e plastica in odontoiatria.

Volantini negli studi medici e nei corsi preparto

“Come primo momento, la campagna ha previsto la formazione dei medici, che abbiamo fatto diffusamente sia on line, che con convegni in presenza, sulla stampa ma anche inviando i materiali scaricabili da mettere negli studi (si possono scaricare qui), spiega Maria Grazia Petronio. “Come seconda fase, abbiamo iniziato a elaborare progetti per la cittadinanza, stilando dei decaloghi, ad esempio quello per le donne in gravidanza, che abbiamo portato, grazie ad un accordo con la Federazione Nazionale Ostetriche, nei corsi preparto in gravidanza”.

I rischi da esposizione alla plastica sono noti da decenni e sottostimati, dal momento che delle 16.000 sostanze chimiche utilizzate nel ciclo produttivo il 75% non è stato valutato per la salute umana, di quelle valutate oltre 4.200 sono valutate altamente pericolose, 1.500 cancerogene mutagene o tossiche per la riproduzione e 47 interferenti endocrini. La rivista medico-scientifica “The Lancet” ha istituito di recente uno strumento, il “The Lancet Countdown on health and plastics” per monitorare gli effetti sulla salute da esposizione alla plastica, definendo l’inquinamento da plastica un rischio grave, crescente e poco riconosciuto per la salute planetaria. “L’impatto complessivo sulla plastica è difficile da stimare, perché bisogna considerare l’intero ciclo di vita”, spiega la coordinatrice del gruppo di lavoro della campagna. “Dalle fasi di estrazione delle materie prime fossili alla fase della produzione (responsabile del 5% delle emissioni industriali globali di gas serra), al degrado nell’ambiente”.

Tra gli effetti riportati da “The Lancet”, e riferiti solo all’esposizione a sostanze chimiche plastiche, troviamo: la compromissione del potenziale riproduttivo, effetti perinatali, riduzione delle funzioni cognitive, resistenza all’insulina, ipertensione e obesità nei bambini e diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ictus, obesità e cancro negli adulti. Aumentano inoltre i rischi infettivi dovuti alla capacità acquisita dalle zanzare di deporre le uova nei rifiuti di plastica. E aumenta anche il fenomeno dell’antibimicrobico resistenza, grazie alla capacità dei batteri di colonizzare la plastica. Infine, nota Petronio, “abbiamo la drammatica diffusione delle micro e nanoplastiche MNP (particelle di plastica piccolissime) nell’ambiente e in tutti gli organi del corpo umano”.

La campagna pone infine l’accento sulla sicurezza delle plastiche riciclate (ci sono prove crescenti che la plastica riciclata sia suscettibile di rilasciare un maggior numero di sostanze chimiche, e il processo è molto inquinante). E su quelle biodegradabili, alcune delle quali possono, come le altre, frammentarsi in microplastiche e/o rilasciare sostanze chimiche potenzialmente tossiche. “Non tutti i materiali plastici biobased sono biodegradabili e compostabili. I materiali compostabili possono essere utilmente impiegati per la raccolta differenziata dell’organico destinato ad un impianto industriale di compostaggio, ma non possiamo pensare”, conclude Petronio, “che si possano degradare rapidamente anche nell’ambiente”.

L'articolo Dalla salute riproduttiva a ictus e cancro, i medici italiani contro i danni da plastica: parte una campagna per la prevenzione proviene da Il Fatto Quotidiano.

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