Giovanni Fonio: “Punto a giocare le qualificazioni di uno Slam. Scommettitori? Va fatto qualcosa”
Mira alla luna, anche se sbagli, atterrerai sulle stelle. I sogni, per antonomasia, possono raggirare qualsiasi logica e sorvolare su qualsivoglia concreta ambizione attenendosi solo a quanto è bello desiderare il meglio per se stessi. Il meglio, senza tanti giri di parole, per un tennista è senza dubbio giocare i tornei del grande Slam. Quella speranza è l’ultima a morire. E’ dello stesso avviso anche Giovanni Fonio che, forte dei suoi 27 anni, crede di essere nel pieno della propria maturità agonistico nonostante non ci siano stati, attualmente, dei grandi exploit e le luci della ribalta siano bagliori riservati ad altri.
In un’epoca in cui l’Italia può vantare un vincitore di 4 Major a fare da traino a un intero movimento, Giovanni Fonio è uno di quelli rimasti nelle retrovie di questa disciplina, a guadagnarsi il pane essendo frequentatore assiduo del circuito Challenger e dei tornei ITF. Il nativo di Novara ha nella posizione n.269 il proprio best ranking e, al di la dei 4 titoli ITF vinti, i top events a cui ha partecipato sono state le qualificazioni al “1000” di Roma nel 2022, sconfitto da Ruusuvuori, e le qualificazioni ATP di Gstaad nel 2024, sconfitto da Halys. Non propriamente un curriculum che dia adito a sogni di gloria. E invece, intervistato da Spazio Tennis, Fonio non sembra precludersi nulla, anche in ottica Slam.
Fonio rivive gli ultimi anni
“Negli ultimi tre anni sono sempre stato stabile in quella posizione, purtroppo lo scorso anno è stato molto complicato sotto diversi punti di vista e non mi ha permesso di giocare come e quanto avrei voluto. La mia classifica è un po’ scesa, quindi questo obiettivo sembra più lontano, ma il livello di gioco non mi manca. Quando giochiamo un Challenger, tutti in tabellone penso abbiano un livello di gioco che meriterebbe di essere nei primi 200 al mondo o giocare le qualificazioni Slam. Non tutti ci possono arrivare perché c’è una classifica, quindi ovviamente si parla poi di dettagli, piccole cose che fanno la differenza. Ho 27 anni, non mi sento vecchio nel mondo del tennis. Penso sia un’età in cui si raggiunge la maturazione sia tecnica che umana. Credo che questa possa essere la cosa che mi aiuterà a fare quell’ultimo step”.
Uno step che passa anche dalle esperienze di crescita, come può essere misurarsi con qualche connazionale più blasonato come Matteo Berrettini, con cui Fonio si è allenato a Dubai. Il piemontese si è detto entusiasta di quest’occasione: “Per me è stata un’esperienza bellissima. Sono stati giorni di allenamento molto intensi e mi è servita tanto sia dal punto di vista tecnico che umano. Parliamo di persone e di un team che rispetto molto anche dal punto di vista umano. È stata un’esperienza molto positiva“.
La situazione generale
Dal personale al generale. Spostando la lente di ingrandimento sul panorama tennistica, Fonio si è espresso sul papabile terzo incomodo che possa rompere l’ormai consolidato binomio Alcaraz-Sinner: “Il nome più facile può essere Fonseca. Sò che non ha iniziato bene la stagione per motivi fisici e, purtroppo, ho letto commenti di sentenza sul fatto che non è quello che si pensava, però siamo abituati a leggere queste cose. Penso lui sia un talento generazionale e farà grandi cose. Poi c’è Lorenzo Musetti che ha dimostrato di essere competitivo su tutte le superfici. Ha il tennis per mettere in difficoltà Sinner e Alcaraz, specialmente sulla terra rossa dove è indubbiamente il terzo giocatore più forte al mondo“.
La piaga delle scommesse
In ultima istanza, e di sua sponte, Giovanni ci ha tenuto a stigmatizzare la deriva che sta prendendo il betting relazionato al mondo del tennis: “Penso sia un tema di cui si parla sempre, ma poi rimane lì senza prendere provvedimenti. Si oltrepassa il limite. Noi siamo abituati a essere insultati, minacciati e chi più ne ha più ne metta. Ma quando viene messa in mezzo la tua famiglia, quando hanno il tuo numero e non rimane solo su Instagram, si passa il limite. Speriamo che si arrivi a qualche vera presa di posizione che, purtroppo, fino ad oggi non c’è stata. Non è facile risolverlo, ma penso che qualcosa vada fatto in merito”.