Così funzionava la “grotta dell’amore” di San Giorgio: tra sfruttamento della prostituzione e droga
SAN GIORGIO CANAVESE. Jacuzzi, specchio sul soffitto, lettino per i massaggi, preservativi sparsi vicino al letto. Così si presentava la “grotta dell’amore” ai carabinieri della stazione di San Giorgio Canavese, coordinati dal pm Ludovico Bosso, durante la perquisizione del 12 marzo 2024. Attività a cui erano arrivati grazie ad alcune denunce di ragazze che avevano raccontato di essersi prostituite e, in un caso, persino di esser state maltrattate all’interno della villa “The Woods”, nei boschi di San Giorgio Canavese, a due passi dal cimitero e da una Rsa. La perquisizione e la successiva denuncia, però, secondo gli inquirenti, non aveva scoraggiato le attività a cui si dedicava Pier Luigi Generale, 59 anni, conosciutissimo in paese per essere stato titolare di un bar per 33 anni. Anzi, era arrivata la denuncia di un’altra donna a gennaio 2024. Tanto da rendere necessaria una richiesta di misura cautelare: il pm propendeva per il carcere, il gip Andrea Cavoti ha concesso l’obbligo di dimora a Bollengo per le sole ipotesi di reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre alla cessione di sostanze stupefacenti.
È durato più di 4 ore l’interrogatorio di garanzia di Generale, assistito dagli avvocati Marco Stabile e Ursula Pane. L’uomo ha raccontato la sua versione dei fatti, come spiega Stabile: «Ha dato una propria versione dei fatti che contrasta con le contestazioni in materia di prostituzione e allo stato la riteniamo verosimile e tale da essere approfondita con ulteriori indagini. Ritengo che quantomeno si sia ridimensionato il quadro accusatorio, rispetto alla richieste di custodia cautelare in carcere. E tengo a dire che tutto lo scenario non ha nulla a che vedere con le questione sugli stupefacenti. È un episodio che non lo riguarda e su cui ha dato credibile versione. Gli altri reati contestati, per cui non c’è mai stata richiesta di misura, sono risalenti nel tempo». Tra questi, appunto, c’è il maltrattamento e lo sfruttamento della prostituzione della ex compagna, fatti per cui si risale al periodo tra il 2017 e il 2021, quando la donna si era trasferita a Ivrea cercando, secondo gli inquirenti, di interrompere la relazione, fatto che l’uomo non avrebbe accettato.
Per quanto riguarda la cessione di stupefacenti è indagato a piede libero anche un 31enne di Ivrea difeso dall’avvocato Alessandro Radicchi: «Ha ridimensionato la contestazione d’accusa con dichiarazioni spontanee. A fronte della richiesta di applicazione di una misura cautelare, vista la risalenza dei fatti che non si sono più ripetuti nel tempo e non sono collegati alla vicenda, il gip lo ha lasciato libero». In questo caso si tratta di una donna che si sarebbe prostituita nella grotta dell’amore perché tossicodipendente e avrebbe accettato dei pagamenti in droga dal 31enne.
Secondo le contestazioni del pm Bosso, Generale, svolgeva in sostanza l’attività di procacciatore di clienti, attraverso gli annunci sui siti internet dedicati, e rivendicava una percentuale sulle prestazioni sessuali delle ragazze, a seconda della modalità di soggiorno nella villa “The Woods”. Le donne, infatti, per gli investigatori potevano pagare circa 200 o 300 euro a titolo di affitto e tenersi i loro guadagni, oppure corrispondere una cifra tra il 30% e il 50% di quanto corrisposto dai clienti. Nel secondo caso le donne avrebbero esercitato l’attività anche a domicilio, con Generale che le accompagnava e gestiva le loro utenze telefoniche. Il procedimento resta comunque in fase d’indagine e saranno necessari ulteriori approfondimenti.
La villa era già stata al centro di lamentele e polemiche in paese, oltreché di una vicenda giudiziaria. Durante il periodo pandemico era stata sottoposta a sequestro preventivo.Il sindaco di allora, Andrea Zanusso aveva spiegato di aver «contato anche più di 500 persone che salivano lungo la strada del cimitero, anche fino alle 2 di notte, prima che la chiudessimo con un’ordinanza e con il posizionamento dei blocchi di cemento». Dal canto suo Pierluigi Generale aveva detto di voler aprire nel circolo un campus educativo per i giovani e di averne parlato anche con alcune associazioni del paese.