San Giusto, 80enne mette in fuga i truffatori dello spray stordente
San Giusto Canavese
Falsi tecnici della Smat sono stati segnalati nei giorni scorsi a San Giusto Canavese. Qui due malviventi hanno tentato una truffa a casa di un pensionato di ottant’anni con il pretesto di controllare l’acqua potabile che avrebbe potuto essere inquinata. L’anziano però, dopo aver fatto entrare in casa uno dei due malviventi, ha “fiutato” il trucco.
«Il falso tecnico, che mi aveva mostrato anche un tesserino, si è diretto verso il bagno, dove c’è il contatore - ha raccontato l’anziano – ed è in quel momento che ho sentito un sibilo, poi seguito da uno strano odore che mi intontiva. Io però mi sono messo ad urlare con tutto il fiato che avevo in gola dicendogli di andare via. L’uomo quindi è fuggito su un’auto, dove l’attendeva un complice».
Uscito dalla sua abitazione il pensionato, che vive da solo, ha subito dato l’allarme avvisando la polizia locale. Le ricerche erano scattate subito, ma dei truffatori si erano perse le tracce. Dal Comune intanto veniva diffuso un avviso sul sito istituzionale invitando i residenti alla massima attenzione, e a segnalare casi sospetti alle forze dell’ordine. Dopo i raggiri andati invece a segno prima a Rivarolo e poi a Mazzè, prende corpo l’ipotesi di una banda che agisce sul territorio del Basso Canavese avvalendosi di basisti che conoscono i luoghi da colpire.
In tutti i tre casi resi noti i pensionati vivono da soli e sono persone facoltose, con l’abitudine di tenere il denaro e gli oggetti preziosi in casa. Ma la rete dei truffatori è fatta di una trama fitta e molto estesa che viene gettata periodicamente con modus operandi diversi. Proprio a San Giusto Canavese solo qualche mesa fa erano stati truffati altri due pensionati, mentre nello stesso periodo si erano contati una ventina di raggiri tra San Benigno Canavese e Volpiano. Nel mirino dei truffatori erano finiti anche dei commercianti. Anche in quell’occasione la sindaca Giosi Boggio aveva lanciato l’allarme in collaborazione con i carabinieri. «E devo dire che le continue attività di sensibilizzazione funzionano - sottolinea la sindaca -. Ma non dobbiamo abbassare la guardia». Il primo consiglio per evitare di cadere nelle rete dei truffatori è di non aprire la porta: «Guardate sempre attraverso lo spioncino. Fate entrare solamente chi conoscete personalmente. Se non conoscete bene chi vi chiede di entrare in casa, o se non avete capito chi è, non aprite per nessun motivo. Non ritirate personalmente i messaggi e le comunicazioni. Fateli lasciare nella buca delle lettere. Le divise e i tesserini di riconoscimento non sono una garanzia assoluta. È improbabile che funzionari di uffici pubblici, carabinieri, o vigili urbani vengano di persona a casa vostra. Normalmente vi convocano presso i loro uffici. Siate sempre prudenti e, se avete dei dubbi, telefonate subito al 112. Se l’estraneo dice di essere un tecnico (l’uomo del gas, della luce, dell’acqua...) e non l’avete chiamato voi, chiedete il numero di telefono della sua azienda e telefonate prima di farlo entrare. Se subite un tentativo di furto o di truffa, sporgete sempre e comunque denuncia, anche se contro ignoti. La vostra denuncia servirà a proteggere meglio voi stessi ed altri come voi». lydia massia