Israele, decine di coloni irrompono nella moschea di al-Aqsa durante il Ramadan
Una nuova provocazione rischia di far esplodere la tensione tra Israele e Palestina. Nel quinto giorno del mese sacro di Ramadan, un gruppo di circa 130 coloni ha fatto irruzione nel perimetro della moschea di al-Aqsa scortati dai militari israeliani, secondo quanto riportano alcuni media locali, iniziando a eseguire rituali talmudici e provocatori nei cortili del luogo sacro islamico. L’agenzia di stampa ufficiale Wafa ha precisato che l’incursione faceva parte di una serie di ripetute misure israeliane “per apportare cambiamenti demografici alla moschea e a Gerusalemme Est”.
Non è la prima volta che la popolazione palestinese della Gerusalemme Est occupata subiscono provocazioni di questo tipo. Episodi che si sono intensificati da quando è entrato in carica il governo estremista di Benjamin Netanyahu. Fece molto discutere, ad esempio, la decisione del ministro Itamar Ben Gvir di replicare l’azione del 27 settembre 2000, quando Ariel Sharon passeggiò scortato profanando il sito di al-Aqsa dando così inizio alla Seconda Intifada. Da quel momento, dopo il gesto emulativo dell’esponente dell’ultimo governo Netanyahu, sono continuate le provocazioni nei confronti dei palestinesi che hanno coinvolto la moschea, tra le quali aggressioni fisiche ai fedeli e restrizioni all’accesso alla moschea. Il Ramadan è iniziato mercoledì in diversi Paesi musulmani. Ogni anno, durante il mese sacro, Israele impone misure di sicurezza rafforzate a Gerusalemme Est occupata e nei suoi dintorni, imponendo severe restrizioni all’accesso dei palestinesi ad Al-Aqsa.
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