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Sanremo 2026: le pagelle della prima serata

L’omaggio a Pippo Baudo, il ritorno all’anno scorso con Olly e la sua Balorda nostalgia, l’ingresso di Laura Pausini e poi la gara con i trenta big. Inizia così la 76.ma edizione del Festival. Ecco i nostri giudizi alle canzoni dei trenta big che si sono esibiti all’Ariston. Questa la classifica in ordine randomico dei cinque artisti più votati dalla sala stampa tv e web: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini

Ditonellapiaga – Che fastidio!

Per i bookmaker è tra i brani favoriti. Una filastrocca electro dance da club che punta all'”effetto Cuoricini” elencando una serie di insofferenze. Un pezzo dalla ritmica potente e martellante che in certi passaggi è anche un po’ estenuante. Diventerà un tormentone e magari finirà pure sul podio. Voto 6

Michele Bravi – Prima o poi

Canta con padronanza ed eleganza come sempre. Una ballad che entrerà nelle orecchie degli italiani lentamente ma inesorabilmente. L’Ariston applaude. Voto 6,5

Sayf con Tu mi piaci tanto

Il pubblico in sala batte le mani fin dall’inizio. Con qualche lontana reminiscenza di Rino Gaetano, il pezzo arriva subito e martella quanto basta con la cassa per fare il botto in classifica e nelle piattaforme streaming. Anche qui “l’effetto Cuoricini” è dietro l’angolo. “Ho fatto una canzonetta” canta. E in effetti ha ragione. Voto 5,5

Mara Sattei con Le cose che non sai di me

Passa e va questa ballata abbastanza inespressiva. Un classico pezzo sanremese d’altri tempi che nel 2026 suona decisamente troppo datato. Voto 5

Dargen D’Amico – AI AI

Entra in scena prima rispetto all’annuncio della Pausini. Poi inizia a cantare ed è chiaro che quell’Ai Ai in chiave funky dance lo sentiremo fino all’estate e anche oltre. Non esattamente memorabile, ma al Festival va bene così. Voto 5

Arisa – Magica favola

Atmosfere disneyane da musical, controllo perfetto della voce a riprova che si emoziona anche senza urlare. Azzeccata la linea melodica e anche il testo evidentemente autobiografico. Volendo entrare nel dettaglio meglio la strofa del ritornello. Voto 6,5

Luchè – Labirinto

Di pezzi simil rap con questa cadenza ne abbiamo sentiti anche troppi. Poi arriva il ritornello sanremese e l’effetto ibrido insipido aumenta di parecchio. Voto 4,5

Tommaso Paradiso – I romantici

Un pezzo coerente con lo stile “Paradiso”, il mood è quello di a te di Jovanotti. Da padre a figlia con una melodia facile che non decolla. Alla fine il pezzo si attorciglia un po’ su se stesso e non vola alto. Detto questo, piacerà. Voto 5,5

Elettra Lamborghini – Voilà

“Viva viva la Carrà”, canta. Ma non basta. Cassa in quattro e poco altro. Prevedibile nella sua infinita ripetitività. Voto 4

Patty Pravo – Opera

«Siamo santi e peccatori naviganti sognatori, filosofi del niente» canta la “divina” che in mezzo a tanta approssimazione sembra scendere da un altro pianeta. Domina il palcoscenico stando immobile con un pezzo epico e sinfonico. Testo in sintonaia con il pezzo. La testimonianza vivente di un’altra era della musica. Voto 7

Samurai Jay con Ossessione

Urban dance latineggiante. Anche no. A un certo punto arrivano “andale andale” e il balletto… Voto 4

Raf – Ora e per sempre

Se canzone melodica italiana dev’essere allora ben venga Raf. Il pezzo non è memorabile ma ha una sua dignità. Voto 5,5

J-Ax – Italia Starter Pack

La bizzarra versione country folk di uno dei pionieri del rap in Italia: Buona l’idea di giocare una carta a sorpresa ma la canzone sui furbetti del Bel Paese è divertente ma non è esattamente un capolavoro. Voto 5,5

Fulminacci – Stupida sfortuna

in completo grigio toglie un po’ di grigiore al Festival con il piglio del cantautore e una canzone leggera che potrebbe prendere quota nelle serate all’Ariston. Voto 6,5

Levante – Sei tu

Un pezzo raffinato tutto giocato sull’interpretazione. Non orecchiabile ma di un altro livello compositivo rispetto a quasi tutte le altre canzoni in gara. Voto 6

Fedez & Marco Masini – Male necessario

C’è tutto quello che serve per classificarsi nelle zone alte della classifiche. Un intreccio tra sprazzi di rap e melodia: non è esattamente una novità, ma il Festival non si cura di questi dettagli. E il pubblico in sala gradisce. Voto 5

Ermal Meta – Stella stellina

Un po’ di sostanza nella musica e nel testo a questo punto della prima serata non può che far bene. Una ninna nanna per una bambina opalestinese che non c’è più. Voto 6

Serena Brancale – Qui con me

La voce c’è, il pezzo non tanto almeno al primo ascolto live. Una power ballad che incendia la platea dell’Ariston dopo l’acuto finale. Per i bookmaker è tra le favorite. Voto 6

Nayt – Prima che

L’ennesima contaminazione tra rap e pop che gira un po’ a vuoto. Voto 5

Malika Ayane – Animali notturni

Finalmente un cambio di registro in chiave funk. Voce a fuoco e un bel sound piacevolmente vintage. Back to 70’s. Voto 6,5

Eddie Brock – Avvoltoi

Una ballad elettrica a tratti energica ma che si avvita su se stessa. Voto 5

Sal Da Vinci – Per sempre sì

L’Ariston lo accoglie trionfalmente e lui ripaga con un pezzo “matrimoniale” old school. Tripudio d’archi e ritmica disco per il tormentone dei prossimi mesi. Voto 6,5

Enrico Nigiotti con Ogni volta che non so volare

Uno dei rari momenti cantautorali con un pezzo che vive dell’interpretazione del suo interprete. Ma non spicca il volo. Voto 5

Tredici Pietro – Uomo che cade

Non va il microfono, quindi buona la seconda. Intriganti la base soul funky e il ritornello. Se vi sembra che abbia le sembianze di Gianni Morandi, avete ragione. È suo figlio. Voto 6

Bambole di Pezza – Resta con me

E all’alba della una arriva una band. Tutta al femminile. Rappresentano la quota rock ma con una power ballad di un altro tempo. “Il rock è donna” grida la Pausini alla fine dell’esibizione. Voto 5,5

Chiello – Ti penso sempre

Un pezzo pop rock talmente innocuo che passa e va senza quasi accorgersene. Voto 5,5

Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta

Un tuffo ironico negli anni Ottanta in chiave pop. Musica leggera a tratti leggerissima ma molto più piacevole di tanti brani di questa prima serata. Sorprendenti. Voto 7

Leo Gassmann – Naturale

Ancora una ballad un po’ urlata. Passa e va. Voto 5

Francesco Renga – Il meglio di me

Scende le scale ela gente canta Angelo il pezzo con cui ha vinto il Festival. Vocalmente ineccepibile, torna per la decima volta al Festival con un pezzo alla sua maniera. Voto 6

LDA & Aka7even – Poesie clandestine

V egono in mente i pezzi più movimentati di Gigi D’Alessio. Ma Gigi è Gigi… Voto 5

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