Sal Da Vinci si porta a casa il Festival di Sanremo: “Questo premio è della gente”
Milano. Sal Da Vinci è il vincitore dell’edizione 2026 del festival di Sanremo con la sua “Per sempre sì”. Al secondo posto Sayf con “Tu mi piaci”, terza Ditonellapiaga con la sua “Che fastidio”. Questo il commento a caldo del musicista, dopo l’annuncio della sua vittoria al festival della Canzone italiana. “Sono e resto un operaio della musica". Così Sal Da Vinci commenta la sua vittoria al Festival di Sanremo, sottolineando come il prestigioso riconoscimento non cambierà la sua natura di artista. "Questo premio non è solo mio, ma è il premio della gente, di tutti quelli che, come me, tengono a realizzare i propri sogni". Un trofeo che per Sal non è un riscatto personale ma una "missione" per la sua città: "Non ho rivalse da fare, non è una lotta e quindi non è una gara a chi arriva più avanti. Alla base c'è la musica, che ci culla e ci accompagna. E attraverso di essa noi portiamo avanti un concetto, un'idea, un pensiero, un messaggio". Il primo pensiero va a Napoli: "Porterò il trofeo a tutta la città, nessuno escluso. Io sono nato in un quartiere che si chiama La Torretta, al ridosso del lungomare. Mi piacerebbe inziare proprio nel mio quartiere, dove vive ancora mia mamma e dove da ragazzo, insieme ai miei amici, davo calci a un pallone, anche se nel frattempo dovevo già stare sul palco a lavorare". Infine, una riflessione personale sul suo percorso: se potesse parlare al se stesso bambino che debuttava a sette anni, il suo consiglio sarebbe uno solo: "Gli direi di restare un eterno bambino. Ed io oggi mi sento ancora così".
La carriera
Dalla lunga gavetta tra musica, teatro e cinema, al grande pubblico il successo di ‘Rossetto e Caffè’ che lo lancia definitivamente fino a salire sul gradino più alto del podio del Festival. Qualcuno nella sala stampa che lo ha preferito a tutti gli altri, gli fa notare che sono passati 38 anni dopo il successo di Massimo Ranieri: “Pensate che ieri ho indossato una specie di papillon come Ranieri – rivela il cantante – una giacca modello Domenico Modugno, grande rivoluzionario della musica italiana. È qualcosa di potente, da 38 anni a questa parte, pochi napoletani hanno ricevuto questo premio, mi sento onorato anche se Ranieri è inarrivabile“.
Pseudonimo di Salvatore Michael Sorrentino, Sal Da Vinci è un cantautore e attore napoletano con cittadinanza statunitense. Il padre, Mario Da Vinci, anch’esso cantante e attore, era impegnato in una tournée negli Stati Uniti d’America al momento della nascita del figlio. A distanza di tanti anni, ora Sal negli States ci va per portare la musica italiana e partenopea: “Quando vado negli Stati Uniti mi dicono ‘fammi sentire l’aria e l’odore dell’Italia’. Io farei un applauso a tutti gli italiani che vivono all’estero”, dice con orgoglio Da Vinci, che ora la musica italiana proverà a farla apprezzare anche in Europa: “Se voglio rappresentare l’Italia all’Eurovision? È una cosa che al momento mi tocca ma allo stesso tempo mi sembra così grande da affrontare, così bello portare la musica italiana nel mondo. È una cosa che mi invade in questo momento, la musica l’ho vista come grande aggregazione, bellezza e pace nel mondo. A questa manifestazione così importante l’Italia ci deve essere, quindi per sempre sì”.
I complimenti di Carlo Verdone
Non solo Napoli però, visto che dopo aver trionfato Sal si prende anche i complimenti di Carlo Verdone, che nel 1986 lo volle sul set di ‘Troppo Forte’ . Un altro successo dopo aver battezzato in ‘Vita da Carlo’ Lucio Corsi, giunto secondo lo scorso anno: “Era il 1985, stavo facendo il casting di ‘Troppo forte’ – scrive su Fb Verdone, postando uno scatto del film – E mancava il ruolo del più giovane del gruppo, l’unico che mi avrebbe voluto bene senza mai prendermi in giro. Si presentò un ragazzetto col papà. Venivano da Napoli, il padre Mario era un cantante ed attore di sceneggiate. Sal, giovanissimo, mi sembrava molto sveglio, molto educato e già con un atteggiamento da professionista. Caro Sal Da Vinci, i miei complimenti e un abbraccio sincero. Oggi Troppo Forte sei tu‘”, le parole dell’attore romano sui suoi social. Nel 2024 la consacrazione al grande pubblico col singolo ‘Rossetto e caffè’, brano eseguito l’anno successivo all’Ariston durante la serata delle cover del Festival di Sanremo, ospite dei The Kolors, in gara. Ma la sua storia a Sanremo risale a molto prima: “Napoli ha sempre cantato, anche fuori Sanremo. Avevo fatto 13 tentativi ed è andata bene nel 2009. Sono trascorsi 17 anni, ora posso dire che non solo è andata bene ma benissimo”, argomenta Sal.
Un sogno che si realizza
Ieri il sogno che si realizza dopo tanto peregrinare con un’unica costante, la sua compagna di vita: “Paola una compagna di vita e una mamma meravigliosa che mi ha aiutato a sopravvivere nella tana dei lupi, ci conosciamo dal 1984, con un bacio a Posillipo che è un posto meraviglioso. Non ci siamo parlato tanto ma ci siamo guardati”, specifica Sal Da Vinci, che tiene a dedicare la sua vittoria a un altro suo conterraneo che invece due anni fa non andò oltre il secondo posto destando diverse polemiche per il peso del televoto che invece quest’anno (con ujn solo voto a disposizione per ogni chiamata da casa) è riuscito a spostare l’ago della bilancia verso il Vesuvio: “Mi ha chiamato stamattina Geolier – rivela Sal – voglio condividere questo premio con lui, che in qualche modo aveva visto, due anni fa, la sua opera incompiuta”.