Illuminazione, locali sfitti e idee condivise: così cambia il cuore storico di Ivrea
IVREA. Un modello di rigenerazione urbana costruito dal basso con commercianti, cittadini e amministrazione seduti allo stesso tavolo: è partito martedì mattina dalla Sala dorata il progetto "Valore urbano", che punta a ridare vita al cuore storico di Ivrea - via Arduino e le vie laterali, piazza Gioberti, via Guarnotta, via Gozzano e il Borghetto - attraverso un percorso di coprogettazione che si concluderà a settembre con una proposta operativa e 120mila euro già messi a bilancio. Il progetto, presentato dal sindaco e dall'assessora al Commercio Gabriella Colosso insieme al direttore di Confesercenti Torino Carlo Chiama e ai tecnici di Arecom (lo studio di consulenza incaricato), nasce da un'analisi approfondita della desertificazione commerciale e punta a trasformare criticità e bisogni in interventi concreti su spazio pubblico, illuminazione e sicurezza, arredo urbano e attrattività. Ma soprattutto, vuole intavolare un dialogo con i proprietari dei tanti negozi vuoti, il nucleo del problema, così da gettare le basi per nuovi insediamenti commerciali nel contesto di operazioni appetibili. Un percorso condiviso che prenderà il largo con il primo tavolo di confronto con i commercianti fissato per le 18 di lunedì 23, in sala santa Marta, secondo un’agenda che ne prevede uno al mese fino a settembre, quando si andrà a presentare alla città la soluzione finale in occasione della Settimana della mobilità.
Partenza dall’ascolto, arrivo ai fatti
«Non crediamo che la soluzione sia dire solo "manca il parcheggio": quando ci sono idee e proposte legate alle attività, la gente è disposta anche a camminare per raggiungerle», ha esordito il sindaco Matteo Chiantore. «Il mio personale punto di vista vede in via Arduino attività della somministrazione di eccellenza, la gente scala anche le montagne se deve andare in un buon ristorante». L’amministrazione comunale ha scelto lo studio Arecom di Torino per accompagnare un percorso a step, che prevede il coinvolgimento attivo di operatori ed esercenti interessati a investire sull'area, gli stakeholder. «Il percorso sarà lungo e non semplice, ma con il distretto del commercio e gli esercenti vogliamo arrivare a un progetto condiviso, dotato anche di risorse concrete». Sul piatto ci sono 120mila euro già stanziati dal Comune per contributi a fondo perduto (fino a 20mila euro ciascuno) destinati a nuove aperture o ampliamenti. «L'idea era quella di lanciare un bando – ha osservato Chiantore – ma se dal confronto emerge che è più utile investire sull'illuminazione o su altri interventi, siamo pronti a ragionare. Non partiamo con un'idea fissa, ma con la volontà di ascoltare».
La mappatura
Il lavoro preparatorio è iniziato nel 2025 con sopralluoghi, analisi normative e la mappatura di tutte le attività commerciali presenti nell'area. «Siamo partiti da via Arduino e dal Borghetto – ha spiegato Colosso – cuore storico di Ivrea, e ci siamo allargati alle vie laterali, dove emergono criticità ma anche tante opportunità». Con la delega alle Pari opportunità «ho lavorato anche sulle ricerche che chiedevano più sicurezza: illuminazione e accorgimenti che permettano a tutti, in particolare alle donne, di sentirsi sicuri nel centro storico».
Il progetto dunque copre l'intera area da via Arduino fino al Borghetto, includendo le vie laterali che portano al Castello e al Castellazzo, vicolo dell’Orso. «Guardando con occhi diversi queste vie, ci siamo accorti della bellezza e del potenziale di questa porzione di città», ha sottolineato ancora Colosso. Carlo Chiama, direttore di Confesercenti Torino, del progetto ha evidenziato la valenza come «modello di lavoro con le amministrazioni e le imprese sul territorio, a favore del territorio».
Micro-progettualità dalle idee
A illustrare il metodo operativo gli esperti di Arecom: Ermanno Torre, l'architetta Cinzia Reina e Barbara Scandella, specializzata in sviluppo locale e distretti del commercio. Torre ha spiegato come il progetto, avviato circa un anno fa, sia evoluto da un'idea iniziale focalizzata solo su via Arduino a un intervento più ampio che include il Borghetto e le vie laterali.
«Noi siamo persone molto pratiche e poco accademiche - ha precisato Torre - il nostro obiettivo non è fare un bel documento che poi rimane lì per una conferenza finale, ma fornire strumenti di progettazione partecipata misurabili dalle imprese e dalla popolazione, traducibili in micro-progettualità». «Abbiamo mappato pubblici esercizi, somministrazioni, artigiani per capire dove ci fossero problematiche - ha aggiunto Reina - La parte iniziale di via Arduino è ancora abbastanza vivace, ma piano piano, andando verso la piazza, iniziano le difficoltà. Anche via Gozzano presenta la stessa criticità: c'è difficoltà ad arrivare fino in fondo».
La mappatura, in fase di affinamento, non può non includere i locali sfitti che si concentrano nella parte finale di via Arduino. «Tramite questa analisi possiamo capire qual è la strategia più giusta per aiutare il commercio, tra cui l'illuminazione: non solo pali della luce, ma per esempio un'illuminazione quasi artistica che ti faccia percorrere la via come un gioco».
Le modalità operative
Cinque incontri da qui a luglio, a partire dal 23 marzo, sempre di lunedì alle 18. «Non sarà un percorso frontale, dove ci sediamo e insegniamo qualcosa, perché non abbiamo nulla da insegnare alle attività commerciali. Ci metteremo invece attorno a un tavolo, anche attraverso modalità interattive», ha tenuto a rimarcare Scandella. Sono previste anche uscite sul territorio per «far vivere i luoghi, imparare a guardarli in modo diverso attraverso gli occhi di chi quella città la vive quotidianamente». Seguiranno incontri per costruire un'identità per la via, per immaginare quali attività si vorrebbero attrarre negli sfitti, e per creare uno storytelling del territorio che diventi strumento di promozione. «Se a un'attività commerciale che si deve insediare in un luogo, quel luogo glielo racconta l'agenzia immobiliare ha un valore, ma se glielo racconta il collega che sta nella via, che conosce i meccanismi, il tutto ha un valore diverso e contribuisce a creare rete». I partecipanti saranno divisi in gruppi (massimo tre) che lavoreranno su ambiti diversi dello stesso territorio. Torre: «L'obiettivo è costruttivo: definire insieme una proposta condivisa. Non sarà il luogo della polemica. Ci potrà essere il conflitto, certo, ma l'obiettivo è costruire assieme delle micro-progettualità per la rigenerazione di questo ambito complesso».