Propaganda all’Istituto Olivetti di Ivrea, la scuola smentisce le accuse di Fratelli d’Italia
IVREA. Una lettera anonima fatta propria da Fratelli d’Italia getta ombre sulla neutralità dell’Istituto Olivetti di Ivrea in merito al tema del referendum sulla giustizia (si vota il 22 e il 23 marzo), ma la scuola smentisce che nel corso di una conferenza di educazione civica ci sia stata propaganda politica e sottolinea che a docenti e presidenza non è stata fatta alcuna rimostranza sui contenuti e i toni dell’incontro avvenuto a metà febbraio intitolato Costituzione, tipologie di referendum e processo penale.
A farsi portavoce della protesta del gruppo di ragazzi che frequentano l’istituto e che ha inviato una lettera anonima via mail è Fratelli d’Italia: «Nella giornata di sabato abbiamo ricevuto una lettera da parte di alcuni studenti dell’Olivetti di Ivrea che segnalano un episodio di ingerenza politica all’interno della scuola – ha commentato il coordinatore cittadino Fabrizio Lotito –. Secondo quanto riportato nella lettera gli studenti sarebbero stati chiamati ad assistere, durante le ore di lezione, a un incontro in cui il relatore avrebbe presentato posizioni esclusivamente a favore del no al prossimo referendum sulla giustizia, senza alcun contraddittorio o spazio per opinioni differenti. A fronte di quanto denunciato riteniamo che quanto avvenuto sia gravissimo, in quanto la scuola deve essere un luogo di formazione e di confronto libero, dove il pluralismo delle idee sia sempre garantito. La scuola deve restare uno spazio di libertà e non occasione di propaganda politica, come purtroppo ultimamente sembra essere diventata ad opera della sinistra. Il laboratorio di due ore, nel periodo che precede il referendum sulla giustizia, poteva essere evitato».
Nella lettera anonima si legge che l’incontro è avvenuto il 18 febbraio, riservato alle classi quarte e quinte, e che gli studenti sarebbero stati costretti a mantenere l’anonimato per evitare «spiacevoli conseguenze sul piano scolastico a chi si schiera in maniera diversa», auspicando anche che venga al più presto organizzato un incontro con esponenti a favore del sì. Resta il fatto che, indipendentemente dalle posizioni, la propaganda politica nelle scuole è vietata per legge.
A dirsi sorpresa e amareggiata per la situazione che coinvolge l’Istituto Olivetti è la dirigente scolastica Maria Rosaria Roberti. «Con gli studenti rappresentanti del Consiglio d’istituto e non c’è un rapporto trasparente, eppure nessuno, dal 18 febbraio a oggi, è venuto a riferire quanto si legge nella lettera o a lamentare una mancanza della scuola. Dopo aver saputo della polemica, tramite un articolo online, ho interpellato i docenti che erano presenti al laboratorio tenuto da Edoardo Fiore, esperto di Diritto che ha svolto l’incontro. Hanno negato categoricamente le accuse riportate nella lettera. Al termine della lezione si è parlato del referendum come strumento previsto dalla Costituzione e il contraddittorio sul tema della giustizia c’è stato, nel rispetto del pluralismo». La lezione rientra tra i curricola di educazione civica che la scuola ha inserito nel Piano triennale dell’offerta formativa: «Le conferenze sono numerose e riguardano più ambiti, dall’educazione civica all’inclusione, e insieme agli studenti non mancano mai i docenti. Se gli studenti avevano riscontrato anomalie durante l’incontro con il dottor Fiore potevano rivolgersi a me – continua –. Nella nostra scuola i ragazzi si sono sempre potuti esprimere tranquillamente, senza temere ritorsioni. Sono atteggiamenti che non fanno parte della nostra quotidianità. Non c’è un clima conflittuale all’Istituto Olivetti e questa situazione, partita da una lettera anonima, serve solo a distruggere la quiete della scuola».