Sentiment Analysis TP, nella guerra in Iran (quasi) nessuno vuole intervenire
Sentiment Analysis TP, nella guerra in Iran (quasi) nessuno vuole intervenire
Disclaimer: La seguente analisi del sentiment non costituisce in alcun modo un sondaggio demoscopico, non è stata realizzata tramite campionamento statistico e non possiede pertanto valore di rappresentatività o rilevanza statistica.
Bentornati a tutte e tutti con le nostre sentiment analysis. Dopo aver parlato dello scontro tra Pedro Sánchez e Donald Trump per l’uso delle basi militari USA in Spagna per attaccare l’Iran, chiediamo direttamente quale dovrebbe essere la posizione dell’Italia rispetto alla guerra in Medio Oriente. Questa Sentiment riflette perfettamente i risultati della precedente, in cui il premier spagnolo ha ricevuto il sostegno dell’86,5% dei rispondenti.
Gli italiani si confermano fermamente contrari al coinvolgimento nella guerra in Medio Oriente.
Sentiment analysis, guerra in Iran: 3 su 4 contrari a qualsiasi tipo di coinvolgimento nel conflitto
I numeri parlano chiaro. Per quanto, ribadiamo, non si tratti di un sondaggio vero e proprio, c’è comunque un gran numero di rispondenti (928 risposte). E 698 di questi sono contrari a qualsiasi coinvolgimento. Parliamo del 75,2%, quindi oltre 3 persone su 4. Il supporto indiretto (con invio di armi e permesso dell’uso di basi militari in territorio italiano) è scelto da 163 rispondenti, corrispondente al 17,6%.
Appena 67 persone (7,2%) sono a favore di un intervento diretto nel conflitto.
Una guerra che non vuole nessuno e il rispetto della Costituzione
Rispetto al conflitto in Ucraina, che ha visto sin dagli inizi un certo equilibrio tra coloro che optavano per un intervento (diretto o indiretto) e e coloro che preferivano una posizione di neutralità, nel caso della guerra in Iran sono davvero in pochi a ritenere giusto o necessario una azione militare in Medio Oriente.
Tra gli argomenti principali, c’è quello del rispetto della Costituzione. Pace (nomen omen) sostiene che “L’articolo 11 della nostra costituzione parla chiaro. Ripudiamo la guerra. NESSUN COINVOLGIMENTO. Questo governo senza spina dorsale deve smetterla di essere servo degli Stati Uniti”.
Sulla stessa linea Paolo, “Non concedere le basi a USA (come per Spagna) e approfittare per avviare processo di chiusura delle basi NATO in Italia”.
Marco è ancora più specifico. “Nessun coinvolgimento in questa follia firmata Nethanyahu e Trump. hanno i loro motivi per farlo, strettamente personali, del popolo iraniano non gliene può fregar di meno, non facciamoci coinvolgere. Purtroppo la nostra premier fa la gnorri e svicola sull’argomento”.
Chi sostiene la via di mezzo – supporto indiretto – è comunque cauto. Giulio, per esempio, afferma che “è difficile non essere coinvolti nelle vicende internazionali in questo momento soprattutto per un paese come l’Italia che è un po’ crocevia in tanti sensi. Importante è mantenere un profilo basso, di collaborazione passiva”.
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