A Rivarolo imbrattate le panchine installate da appena due giorni
RIVAROLO CANAVESE. Le nuove panchine, installate appena due giorni prima in corso Italia a Rivarolo, sono già state imbrattate. A rivelarlo è l’assessora Alessia Cuffia, che chiede a chi ne sappia qualcosa di farsi avanti, facendo appello al senso civico dei cittadini e, soprattutto, dei giovani. Ora sono tornate allo stato originario, ma la gravità dei fatti certamente non diminuisce.
«C’è chi lavora per rendere la città più bella e più vivibile e poi ci sono i soliti teppisti con la bomboletta in tasca che scambiano i beni pubblici per il muro del garage di casa loro – spiega l’assessora –. Scrivere sulle panchine appena installate in corso Italia non rende artisti, fa solo capire quanto poco rispetto si ha per la città, perché queste panchine non sono del Comune, ma appartengono a tutti».
Quello di Rivarolo è solo l’ultimo episodio di vandalismo verso il bene pubblico in territorio canavesano: «Solo pochi giorni fa abbiamo letto quello che è successo alla stazione di Castellamonte, segno evidente che il problema esiste e riguarda tutti i nostri territori. Dietro a ciò che i cittadini vedono, però, ci sono l’impegno per trovare le risorse, la progettazione, l’installazione. Poi in due giorni tutto viene rovinato. Mi appello ai ragazzi: se qualcuno che era nei paraggi avesse visto qualcosa, lo dica».
Il Comune di Rivarolo, anche a causa di questi atti ripetuti sul territorio, è al lavoro per rafforzare il sistema di videosorveglianza. «Un grande ringraziamento va all’assessore Roberto Gallo Pecca, che vista la situazione ha immediatamente allertato i cantonieri e ne ha chiesto l’intervento – spiega ancora l’assessora Cuffia –. I cantonieri comunali, infatti, hanno già ripulito le nuove panchine».
Il caso di Rivarolo si verifica pochi giorni dopo quello analogo di Castellamonte: la storica stazione, che non serve la ferrovia ma rappresenta una parte della città, era appena stata rinnovata nella struttura e nell’aspetto esteriore con un intervento da circa 100mila euro quando è stata deturpata da scritte e disegni. Anche in quel caso l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pasquale Mazza, ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per fare luce sull’accaduto. V.C.